Minneapolis, 25 Gennaio 2026 – Torna altissima la tensione in Minnesota dopo che un agente federale ha ucciso a colpi di pistola Alex Jeffrey Pretti, cittadino americano di 37 anni, infermiere di terapia intensiva presso il Dipartimento per gli affari dei veterani.
Secondo la versione ufficiale diffusa dal Governo statunitense, Pretti si sarebbe avvicinato armato e con intenzioni ostili. Ma i video e alcune testimonianze oculari sembrano contraddire i resoconti dei funzionari federali. In un messaggio su Truth, Donald Trump ha scritto: «lasciate che i nostri patrioti dell’Ice facciano il loro lavoro». La famiglia dell’ucciso ha replicato con durezza: «dal Governo ripugnanti menzogne».
Il governatore Tim Walz ha chiesto a Trump di interrompere le operazioni federali, mentre il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha chiesto l’intervento della Guardia Nazionale per gestire le proteste. Migliaia di persone hanno partecipato a una veglia per la vittima, mentre manifestazioni di solidarietà si sono svolte anche a New York e Washington.
Il capo della polizia Brian O’Hara ha confermato che Pretti era residente a Minneapolis e possedeva regolarmente un porto d’armi. La sparatoria è avvenuta a poco più di un chilometro dal luogo dove, il 7 gennaio, era stata uccisa la 37enne Renee Good.
Il caso Ramos e le detenzioni dei minori
Nelle stesse ore, un altro episodio ha scosso l’opinione pubblica: un bambino di due anni, Liam Conejo Ramos, è stato fermato con il padre e deportato in Texas. Entrambi sono finiti nel South Texas Family Residential Center di Dilley, il più grande centro di detenzione familiare del Paese, gestito dalla società privata CoreCivic.
Secondo l’avvocato della famiglia, Marc Prokosch, gli ecuadoriani avevano richiesto asilo seguendo le procedure legali, ma «all’Ice non importava che ci fossero richieste in sospeso». Una zia del piccolo ha aggiunto: «mio fratello non è fuggito né ha opposto resistenza».
Il Deportation Data Project stima che nel 2025 l’Ice abbia trattenuto 3.800 minori, di cui oltre 2.600 arrestati all’interno del Paese. Molti di loro sarebbero stati rinchiusi per giorni in spazi di fortuna, ha denunciato Sergio Pérez del Center for Human Rights and Constitutional Law: «luoghi privi di assistenza medica, dove i bambini non possono dormire e il cibo è terribile».
Il tema riaccende il dibattito politico nazionale. Trump e i repubblicani spingono per abolire le tutele dell’accordo Flores del 1997, che impone il rilascio dei minori in caso di ritardi nelle procedure di deportazione. La nuova legge di bilancio, battezzata “One Big, Beautiful”, autorizza la detenzione familiare fino alla rimozione completa e ha quadruplicato il budget Ice a 45 miliardi di dollari.