Davos, 22 Gennaio 2026 – Gli Stati Uniti hanno presentato il piano generale per il futuro di Gaza, in occasione alla cerimonia di firma del Board of Peace, a Davos. Il consigliere della Casa Bianca e genero di Trump, Jared Kushner, ha illustrato la visione americana per Gaza che comprende un porto e un aeroporto, affermando che «non esiste un piano B». Il piano di ricostruzione inizierà da Rafah, poi si sposterà gradualmente verso nord fino a Gaza City. Kushner spiega che la Casa Bianca vuole portare a Gaza i “principi dell’economia di libero mercato”.
Ricostruzione solo dopo disarmo
Durante l’illustrazione del piano, Kushner ha chiarito che la fase successiva è «collaborare con Hamas sulla smilitarizzazione». Le “armi pesanti” di Hamas saranno immediatamente smontate, mentre le armi leggere saranno smantellate per settore dalla nuova polizia palestinese. La ricostruzione inizierà solo nei settori in cui sarà completato il disarmo, si legge nel piano. I membri di Hamas saranno «ricompensati con l’amnistia e la reintegrazione, o un passaggio sicuro», ha proseguito Kushner, secondo cui alcuni miliziani saranno “integrati” nella nuova forza di polizia palestinese dopo “rigorosi controlli”, secondo il piano.
I primi firmatari
Il presidente Donald Trump e gli altri membri del Board of peace hanno firmato a Davos la carta dell’organismo voluto dal capo della Casa Bianca per mettere fine al conflitto nella Striscia di Gaza e favorire stabilità e pace nella Regione. I primi a sottoscrivere la carta, insieme a Trump, sono stati i rappresentanti di Bahrein e Marocco. Quindi hanno firmato gli altri presenti, tra cui il presidente argentino, Javier Milei, il premier ungherese, Viktor Orban, il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidani, il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, il ministro degli Esteri saudita, Faisal Bin Farhan al Saud, e la presidente del Kosovo, Vjosa Osmani.
Anche primi 3 europei
Ecco la lista diffusa dalla Casa Bianca sui Paesi che hanno firmato la carta, che comprende anche Belgio ed Egitto, non presenti alla cerimonia: Bahrein, Marocco, Argentina, Armenia, Azerbaijan, Belgio, Bulgaria, Egitto, Ungheria, Indonesia, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Mongolia, Pakistan, Paraguay, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati arabi uniti e Uzbekistan. Israele, che nei giorni scorsi ha annunciato l’adesione al Board of peace, non ha partecipato alla cerimonia, nonostante la presenza a Davos del presidente israeliano Isaac Herzog. La scorsa settimana il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha contestato la composizione del Comitato esecutivo per Gaza annunciato dalla Casa Bianca nell’ambito del piano di pace di Trump.