Lagarde sul caso Groenlandia: «Invito a svegliarsi»

 

Davos, 20 Gennaio 2026 – «L’Europa deve svegliarsi». Queste le parole della presidente della Bce Christine Lagarde intervenuta al World Economic Forum di Davos, con cui affronta la questione dei nuovi dazi imposti da Donald Trump sul caso della Groenlandia.

«Il Vecchio Continente deve prepararsi a un futuro in cui non potrà più dare per scontato il sostegno americano. L’Europa» – dichiara Lagarde – «deve essere più autonoma, fare affidamento sul proprio mercato interno e costruire un “Piano B” nel caso in cui i rapporti tradizionali con Washington non tornino sui binari consueti. Inoltre, sottolinea che mettere in discussione i profondi legami tra Europa e Usa è come giocare col fuoco.

Macron: «No a Europa vassalla»

Anche il premier belga Bart De Wever condivide l’allarme lanciato da Lagarde ed evoca il cosiddetto “bazooka anti-coercizione” dell’Unione europea. Intanto è scontro aperto tra Trump e Macron. Quest’ultimo senza mai citarlo direttamente invita a non accettare la legge del più forte «che porta a diventare vassalli» e sottolinea come i Paesi europei «preferiscono il dialogo ai bulli».

In merito alla questione delle truppe inviate in Groenlandia, spiega che queste rappresentano l’importanza che la Francia dà alla sovranità territoriale. «Stiamo andando verso un Mondo senza regole, dove tornano le idee imperialiste e si calpesta il diritto internazionale».

Ottawa con la Groenlandia

Nel frattempo, il Canada ha scelto una posizione netta. Il primo ministro Mark Carney ha dichiarato che Ottawa si schiera completamente al fianco di Groenlandia e Danimarca, rivendicando il loro diritto inalienabile a decidere il futuro dell’Isola. Carney ha dipinto un quadro fosco dell’ordine internazionale: secondo lui, il sistema basato sulle regole è ormai “morto”, e le potenze medie devono unirsi per non finire schiacciate dalle superpotenze. «Se non sei al tavolo, finisci nel menu». Un invito a non cedere alla tentazione della sottomissione, che non garantisce alcuna sicurezza.

A gettare benzina sui tesi rapporti tra Europa e Usa, l’intervento del segretario del Tesoro Scott Bessent che punta il dito contro l’Europa rea di continuare a finanziare la guerra in Ucraina acquistando il petrolio russo.

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