Roma, 20 Gennaio 2026 – Venerdì la Capitale renderà l’ultimo omaggio a Valentino Garavani, lo stilista che ha trasformato l’eleganza in un linguaggio universale e il Made in Italy in un’idea di bellezza riconosciuta ovunque. I funerali si terranno venerdì 23 gennaio 2025 alle 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, luogo solenne per un commiato che coinvolge non solo il mondo della moda, ma l’immaginario culturale del Paese.
Nei giorni precedenti, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, la camera ardente sarà allestita a PM23, in piazza Mignanelli 23, a pochi passi dalla scalinata di Trinità dei Monti, palcoscenico simbolico del suo stile per decenni. Un ritorno alle origini romane, in un luogo che ha accompagnato la costruzione di una visione estetica divenuta patrimonio collettivo.
Un addio sereno, lontano da eventi traumatici
Secondo le prime informazioni, la scomparsa non è stata improvvisa né traumatica. Si è trattato di un lento e progressivo spegnimento delle funzioni vitali. Lo stilista è spirato nel sonno, in un momento di totale serenità, senza sofferenze acute. Un epilogo che rispecchia la riservatezza con cui ha sempre protetto la sua vita privata.
L’unico episodio clinico rilevante dell’ultimo quindicennio risale al 2011, quando una caduta domestica provocò la rottura del femore. L’intervento chirurgico e la lunga riabilitazione segnarono l’inizio di una maggiore fragilità fisica, pur consentendogli di tornare a camminare. Da allora i movimenti divennero più cauti e gli impegni pubblici progressivamente più rari.
Negli ultimi due anni, la salute è entrata in una fase di declino fisiologico legato alla senescenza. Non sono mai state comunicate patologie croniche o malattie degenerative. A emergere è stata una stanchezza sempre più marcata, che lo ha portato a privilegiare la tranquillità delle sue dimore, sotto il monitoraggio costante di uno staff medico privato.
L’eredità di una visione senza tempo
Al momento del decesso, la famiglia del cuore era al suo fianco. Con la sua scomparsa non si chiude solo un capitolo della moda, ma una visione del lusso come arte e disciplina della bellezza. L’eredità continua nella fondazione che porta il suo nome e nella memoria collettiva di un’eleganza che non conosce mode né tempo.