Macron avverte l’Europa: Russia e Groenlandia al centro

 

Parigi, 15 Gennaio 2026 – L’Europa è oggi esposta a una minaccia diretta, e deve rispondere con decisione senza cedere sul rispetto della sovranità territoriale. È il messaggio lanciato dal presidente francese Emmanuel Macron, intervenendo davanti alle truppe riunite nella base militare di Istres, nel sud della Francia.

«Siamo a portata di tiro della Russia», ha dichiarato il capo dell’Eliseo, richiamando l’attenzione sull’utilizzo recente da parte di Mosca del missile Oreshnik, definito una delle nuove armi capaci di modificare gli equilibri strategici nel breve termine. «Se vogliamo restare credibili, noi europei, e in particolare noi francesi, dobbiamo dotarci di queste nuove capacità», ha sottolineato Macron, ribadendo la necessità di rafforzare la difesa comune.

Secondo il presidente francese, la presenza europea deve essere garantita ovunque gli interessi comuni vengano minacciati, «senza escalation, ma senza cedimenti sul rispetto della sovranità territoriale». In questo quadro si inserisce anche il crescente coinvolgimento militare in Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca ma parte integrante dell’Unione europea.

La Groenlandia al centro dello scacchiere geopolitico

Macron ha confermato che la Francia partecipa all’esercitazione Artic Endurance, lanciata dalla Danimarca, con una prima squadra di militari già presente sul territorio. «Nei prossimi giorni il contingente sarà rafforzato con mezzi terrestri, aerei e marittimi», ha spiegato. Per il presidente francese, «gli europei hanno una responsabilità particolare in Groenlandia, perché è territorio dell’Unione europea e di uno dei nostri alleati Nato».

La presenza militare francese si inserisce in un contesto internazionale sempre più teso. Soldati provenienti anche da Germania e Svezia sono attesi sull’Isola artica, mentre la Groenlandia resta al centro del dibattito globale dopo le ripetute dichiarazioni di Donald Trump, che continua a insistere sulla possibilità di un’annessione agli Usa.

Lo scontro diplomatico e il nodo Nato

Proprio a Washington si è tenuto un vertice dedicato al futuro del territorio, con la partecipazione del segretario di Stato Usa Marco Rubio, del vicepresidente JD Vance, della ministra degli Esteri groenlandese e dell’omologo danese. Da Copenaghen è arrivata una posizione netta: «È inaccettabile non rispettare l’integrità territoriale della Groenlandia», ha affermato il rappresentante danese Rasmussen, aggiungendo: «con Trump siamo in disaccordo, ma continueremo a parlare».

Ancora più esplicita la ministra groenlandese Motzfeldt: «Non vogliamo che gli Usa ci controllino». Dichiarazioni che contrastano con la linea del presidente americano, secondo cui «abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale», arrivando a sostenere che, senza un intervento Usa, il territorio potrebbe finire sotto l’influenza di Russia o Cina.

In questo scenario, Macron ha annunciato un rafforzamento significativo del bilancio della difesa francese, parlando di 36 miliardi di euro aggiuntivi entro il 2030. La legge di programmazione militare 2024-2030, che prevede attualmente 413 miliardi di euro, dovrà essere rivista e adottata «entro il 14 luglio prossimo».

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