Auto elettriche cinesi nell’Ue, prezzi minimi al posto dei dazi

 

Bruxelles, 12 Gennaio 2026 – La Commissione europea ha definito le condizioni alle quali i produttori di veicoli elettrici con sede in Cina possono sostituire i dazi compensativi con impegni sui prezzi minimi di vendita nell’Unione europea. Un passaggio che Bruxelles presenta come puramente orientativo, mentre Pechino lo interpreta come un segnale politico di distensione.

A chiarire la portata del documento è stato il portavoce commerciale dell’Ue, Olof Gill, spiegando che le linee guida sono destinate agli esportatori cinesi che potrebbero prendere in considerazione la presentazione di offerte di impegno sui prezzi per i veicoli elettrici attualmente soggetti a dazi compensativi. Il testo, ha ribadito, «ha lo scopo di fornire indicazioni e nulla più».

La lettura cinese: dialogo e progresso

Diversa la reazione di Pechino. Il ministero del Commercio cinese ha accolto con favore l’iniziativa, affermando che «i progressi riflettono pienamente lo spirito di dialogo e i risultati delle consultazioni tra Cina e Ue». Secondo il Governo cinese, l’evoluzione del dossier contribuirebbe a rafforzare le relazioni economiche e commerciali bilaterali e a salvaguardare il commercio internazionale basato su regole.

Sulla stessa linea la Camera di commercio cinese presso l’Ue, che in una nota ha dichiarato di «elogiare vivamente il risultato positivo ottenuto attraverso il dialogo e le consultazioni», parlando di un «atterraggio morbido nel caso dei veicoli elettrici».

Un documento tecnico, non un accordo politico

Da Bruxelles, tuttavia, è arrivata una precisazione netta: non si tratta della fine della contesa commerciale. Il documento, ha chiarito la Commissione, fornisce solo orientamenti e non congela in alcun modo i dazi compensativi introdotti il 28 ottobre 2024 al termine di un’indagine antisovvenzioni.

Le linee guida coprono vari aspetti che dovrebbero essere affrontati in un’eventuale offerta di impegno, tra cui il prezzo minimo all’importazione, i canali di vendita, la compensazione incrociata e i futuri investimenti nell’Unione europea. Gill ha spiegato che il testo nasce dopo la ricezione, nel dicembre scorso, di un’offerta di impegno sul prezzo da parte di una casa automobilistica cinese, rendendo necessario un quadro più chiaro per eventuali proposte future.

Dazi ancora in vigore e concorrenza leale

Al momento, dunque, le extratariffe restano pienamente operative. Le aliquote variano a seconda del produttore e si sommano al dazio base del 10 per cento: Saic è la più colpita con il 35,3 per cento, seguita da Geely al 18,8 per cento, Byd al 17 per cento e Tesla al 7,8 per cento, inclusa per via della produzione a Shanghai.

«Il mercato europeo è aperto ai veicoli elettrici da tutte le parti del Mondo, se ci sono parità di condizioni», ha sottolineato Gill, ribadendo che l’obiettivo della Commissione è contrastare vantaggi competitivi giudicati ingiusti, nel pieno rispetto delle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio.

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