Roma, 10 Gennaio 2026 – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito l’impegno di Kiev nel mantenere aperto e costruttivo il dialogo diplomatico con Washington. In un messaggio pubblicato su Telegram, ha spiegato che il capo dell’ufficio presidenziale Kirill Budanov ha riferito sugli sviluppi di alcuni incontri che rientrano nel percorso diplomatico in corso.
Secondo il presidente, i contatti con la parte americana proseguono quotidianamente. «Oggi Rustem Umerov è stato di nuovo in contatto con i partner americani», ha sottolineato Zelensky, chiarendo che il confronto rappresenta una priorità strategica per Kiev. «Questo è il nostro compito strategico: il dialogo con l’America deve essere al cento per cento costruttivo», ha affermato, aggiungendo che l’Ucraina non è mai stata e non sarà un ostacolo alla diplomazia e che l’efficienza del lavoro con i partner internazionali resterà «sempre al più alto livello».
Esplosioni a Kharkiv e blackout di emergenza a Kiev
Mentre sul piano diplomatico Kiev ribadisce la propria disponibilità al dialogo, la situazione sul terreno resta critica. Una serie di potenti esplosioni è stata avvertita nella Città di Kharkiv, nell’Ucraina orientale. Il sindaco Igor Terekhov, citato dai media locali, ha dichiarato su Telegram che l’attacco ha interessato il distretto di Slobidsky, precisando che le conseguenze sono ancora in fase di accertamento. In concomitanza con le esplosioni, l’Aeronautica militare ucraina ha lanciato un allarme per una minaccia missilistica nella Regione di Kharkiv.
Nel frattempo, l’ente per l’energia Ukrenergo ha disposto un’interruzione di emergenza della corrente elettrica nella Capitale Kiev. L’amministrazione cittadina ha comunicato che sono stati interrotti i servizi di approvvigionamento idrico, riscaldamento e trasporto elettrico, aggravando ulteriormente le difficoltà per la popolazione.
Francia e Regno Unito valutano il dispiegamento militare
Sul fronte europeo, emergono nuovi segnali di coinvolgimento politico e militare. Secondo quanto riportato da Le Monde, due giorni dopo il vertice della cosiddetta coalizione dei Volenterosi, il presidente francese Emmanuel Macron ha incontrato a porte chiuse tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento. L’obiettivo della riunione era illustrare un piano per il possibile dispiegamento di migliaia di soldati francesi in Ucraina una volta raggiunto un accordo di pace.
La leader di France Insoumise Mathilde Panot ha parlato di un contingente che potrebbe arrivare a 6mila soldati. Alla riunione hanno partecipato anche il primo ministro, il ministro delle Forze Armate, il capo di Stato Maggiore e i vertici delle due Camere.
Anche il Regno Unito si muove in questa direzione. Il ministero della Difesa ha annunciato lo stanziamento di 200 milioni di sterline per preparare l’esercito a un possibile dispiegamento di una forza multinazionale in Ucraina in caso di cessate il fuoco. I fondi serviranno a fornire nuovi veicoli, sistemi di comunicazione e protezioni contro i droni, oltre ad avviare la produzione dei droni intercettori Octopus destinati a rafforzare la difesa aerea ucraina.
La reazione russa e le minacce di Medvedev
Da Mosca è arrivata una reazione durissima. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitri Medvedev ha scritto su X che l’eventuale presenza di truppe europee o della Nato in Ucraina non sarà accettata. In un messaggio dai toni polemici, Medvedev ha minacciato una risposta militare, facendo riferimento all’uso dei missili ipersonici Oreshnik, pubblicando anche il video di un recente attacco russo contro obiettivi ucraini.