Bonus casa confermato anche per il 2026

 

 

Roma, 7 Gennaio 2026 – Dopo anni segnati da incentivi frammentati e percentuali generose che hanno modificato il mercato edilizio, il Governo ha deciso di semplificare il Bonus case anche per il 2026, confermando la strada già tracciata lo scorso anno. Restano in piedi due sole aliquote di detrazione, quella al 36 e al 50%.

Alcune riduzioni delle aliquote del bonus casa sono già state previste anche per il 2027 con un abbassamento dell’aliquota sulla prima casa al 36 per cento e della seconda al 30%.

Le agevolazioni

Al centro della riforma del Bonus casa c’è l’idea di  privilegiare chi vive effettivamente l’immobile. L’aliquota del 50% infatti è riservata alle abitazioni principali, a condizione che il beneficiario sia proprietario o titolare di un diritto reale sull’immobile e vi abbia la residenza. Per tutti gli altri immobili lo sconto si ferma al 36%. Questo schema si applica anche all’ecobonus per l’efficientamento energetico, il bonus ristrutturazioni base e il sismabonus per la messa in sicurezza antisismica, compresa la versione legata agli acquisti.

Pur avendo aliquote uniformi, i singoli incentivi mantengono i loro adempimenti: l’ecobonus richiede la comunicazione all’Enea, il bonus ristrutturazioni si basa sul bonifico parlante e così via. La semplificazione riguarda le percentuali, non la burocrazia, e proprio questo aspetto alimenta le richieste di un riordino più organico da parte degli operatori del settore.

Tra le misure che non saranno più in vigore invece troviamo il superbonus, la maxi agevolazione istituita nel 2020, conclusasi nel 2025. Stessa sorte per il bonus barriere architettoniche al 75% esaurito alla fine dello scorso anno nonostante i numerosi tentativi della politica di mantenerlo attivo. Al suo posto una detrazione al 50% per gli interventi di rimozione delle barriere.

Impatto sulle famiglie

Le nuove disposizioni introdotte con il bonus da un lato aiutano le famiglie italiane a programmare con meno difficoltà gli interventi domestici, ma allo stesso tempo pongono alcuni limiti soprattutto in termini di detrazioni per chi supera i 75mila euro di reddito. Anche il settore delle costruzioni, abituato a un mercato sostenuto da incentivi, si trova davanti a una domanda più attenta e selettiva, che richiede alle imprese di proporre soluzioni capaci di convincere anche senza il traino di agevolazioni eccezionali.

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