Svizzera, Tajani: troupe Rai aggredite, no atti violenza su stampa

 

 

Ginevra, 6 Gennaio 2026 – Episodio increscioso ieri nel pomeriggio nella nota località sciistica al centro dell’attenzione mondiale per i tragici fatti di Capodanno. Mentre svolgeva il proprio lavoro una troupe di Ore 14, la trasmissione su Rai 2 condotta dal lunedì al venerdì da Milo Infante, è stata aggredita ieri a CransMontana mentre stava documentando le giornate successive alla strage avvenuta nell’ultimo giorno dell’anno.

Ne dà notizia la trasmissione in una nota spiegando che «la giornalista Francesca Crimi era insieme a Marco Bonifacio quando una persona “vicina ai proprietari di Le Constellation” l’ha colpita con dell’acqua gelida. Erano circa le 17.30 e la temperatura esterna del luogo era di -10 gradi. L’uomo ha aperto una pompa dell’acqua che aveva in mano contro la giornalista bagnandola completamente». Il commento del conduttore Milo Infante immediato: «Si tratta di un atto vergognoso e vigliacco che colpisce una collega mentre svolge il proprio lavoro».

La condanna del vicepremier e ministro degli Esteri

«Due troupe della Rai sono state aggredite e minacciate ieri a Crans Montana. I giornalisti stavano lavorando per raccontare al pubblico italiano gli sviluppi delle indagini e i seguiti della sciagura che ha colpito mortalmente 6 nostri giovani e ha provocato molti feriti, anche particolarmente gravi. Ho chiesto alla nostra ambasciata in Svizzera di sensibilizzare le autorità sulla necessità di attenzione e sorveglianza. Nel rispetto di ogni sensibilità, i giornalisti dovranno continuare a operare liberamente. Il contesto di questa sciagura deve portarci a rispettare il dolore di tutti, ma in nessun modo deve permettere atti di violenza o intimidazione contro la stampa». Così, in un post su X, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Quella dell’esecutivo Usigrai

«Solidarietà al collega Domenico Marocchi e a tutta la troupe di “Uno Mattina” aggredita ieri di fronte al locale di Crans Montana dove sono morte 40 persone nel rogo di Capodanno. Insieme a loro, minacciati anche due colleghi di “Storie Italiane” a cui va la nostra vicinanza. I colleghi stavano raccontando quanto accaduto davanti al luogo della strage quando sono stati minacciati e spintonati da alcune persone evidentemente interessate alla vicenda. Chiediamo alle autorità italiane e a quelle svizzere di fare chiarezza sull’accaduto e garantire l’incolumità delle tante colleghe e colleghi presenti sul posto della strage. Il problema non è chi racconta come sono accaduti i fatti ma chi ha causato la morte di decine di ragazze e ragazzi». Così in una nota l’esecutivo Usigrai.

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