Roma, 31 Dicembre 2025 – Il piatto dell’imposta di soggiorno diventa sempre più ricco e, per la prima volta in modo strutturale, anche lo Stato ha deciso di attingere a una quota delle risorse tradizionalmente destinate ai Comuni. L’aumento delle tariffe deliberato a livello locale e la crescita del numero delle amministrazioni che applicano il tributo stanno infatti facendo lievitare in modo significativo gli incassi.
Secondo le stime dell’Osservatorio nazionale Jfc, nel 2026 il gettito complessivo dell’imposta di soggiorno dovrebbe superare 1,3 miliardi di euro, segnando un incremento del 9,2% rispetto al 2025. Un trend in costante crescita, interrotto solo nel 2020 a causa della pandemia.
Nel corso del 2026, l’imposta di soggiorno sarà introdotta in 20 nuovi Comuni, tra cui Avellino, Latina, Scandicci, Foligno, Aprilia e Moncalieri, portando a 1.409 il numero complessivo degli enti locali che hanno adottato il prelievo. Parallelamente, 41 Comuni hanno già deliberato un aumento delle tariffe, mentre in 143 centri è in corso il dibattito sull’introduzione o sull’innalzamento dell’imposta.
Numeri che lasciano prevedere un’ulteriore espansione del gettito nei prossimi mesi.
Olimpiadi e Giubileo: una quota va allo Stato
Il decreto legge Anticipi (Dl 156/2025) e la manovra di Bilancio 2026 consentono ai Comuni non solo di aumentare l’imposta, ma stabiliscono anche che una parte del maggior gettito venga destinata al bilancio statale.
In particolare, il Dl Anticipi permette ai Comuni situati entro 30 chilometri dalle sedi dei Giochi olimpici invernali Milano–Cortina 2026 di istituire l’imposta o di incrementarla fino a un massimo di 5 euro per il 2026, destinando però la metà dell’incremento allo Stato.
Milano ha già innalzato a 10 euro il tetto massimo per le strutture più lussuose. «Nel 2026, l’anno olimpico, stimiamo che Milano incasserà 151 milioni di euro, 28 in più rispetto ai 123 milioni del 2025, ma solo la metà dell’incremento resterà nelle casse comunali, mentre l’altra metà andrà allo Stato», spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno.
Anche il Giubileo incide sugli aumenti: la normativa consente ai Comuni di innalzare l’imposta di 2 euro, con il 30% del maggior gettito destinato a fondi statali per disabilità e assistenza ai minori.
Roma e Milano in testa agli incassi
Con il tetto a 10 euro, Milano raggiunge Roma tra le Città più care. La Capitale guida però la classifica degli incassi: nel 2025 ha raccolto 303 milioni di euro. Seguono Milano (123 milioni), Firenze (82 milioni), Venezia (41 milioni) e Napoli (23 milioni).
Secondo l’Osservatorio, solo nelle 14 giornate delle festività natalizie il gettito ha raggiunto 64,9 milioni di euro, di cui 5,3 milioni nella sola notte di Capodanno. Un segnale ulteriore del peso crescente dell’imposta di soggiorno nei conti pubblici.