Case condonate e bonus edilizi: cosa cambia nel 2026

 

Roma, 26 Dicembre 2025 – Le premialità volumetriche potranno riguardare anche gli immobili sanati con uno dei tre condoni edilizi del 1985, 1994 e 2003. Le sanatorie, quindi, non sono del tutto scomparse dalla legge di Bilancio 2026. Se è vero che l’emendamento sulla mini riapertura del condono 2003 – pensato soprattutto per la Campania – è uscito dalla manovra ed è stato trasformato in un ordine del giorno, nel testo finale resta un passaggio che interessa migliaia di abitazioni condonate negli ultimi quarant’anni.

Premialità volumetriche anche per immobili condonati

La norma rappresenta una correzione di rotta rispetto a un filone giurisprudenziale consolidato, rafforzato anche dalla sentenza della Corte costituzionale n. 119/2024, che aveva negato la piena equiparazione tra immobili condonati e immobili sanati con procedure ordinarie. Proprio per questa distinzione, molte agevolazioni – tra cui le premialità volumetriche regionali, sul modello del Piano Casa del 2008 – risultavano precluse agli edifici nati abusivi.

Ora, però, il legislatore prova a invertire la tendenza. Le premialità potranno essere applicate anche agli immobili per i quali «sia stato rilasciato o conseguito il titolo abilitativo edilizio in sanatoria», includendo esplicitamente i tre grandi condoni del passato. Una novità che dovrà comunque superare il vaglio delle future sentenze.

Bonus edilizi, proroga di un anno senza stravolgimenti

Sul fronte delle agevolazioni fiscali, la manovra si muove soprattutto nel segno della continuità. L’impianto originario del disegno di legge è rimasto invariato e prevede la proroga di un anno per i principali bonus casa, dopo la forte riduzione delle aliquote introdotta con la legge di Bilancio 2025.

Resta il doppio binario delle detrazioni al 36% e al 50%. L’aliquota più alta sarà riservata a chi è proprietario o titolare di un diritto reale sull’immobile e vi ha stabilito la residenza principale. Questo schema si applicherà a tre misure: ecobonus, bonus ristrutturazioni e sismabonus, anche nella versione acquisti.

Le regole operative restano distinte: per l’ecobonus servirà la comunicazione all’Enea, mentre per il bonus ristrutturazioni basterà il bonifico parlante. Dal 2027 scatterà la riduzione già prevista: 36% per le prime case e 30% per le seconde.

Bonus mobili confermato, stop alle barriere

Confermata anche la proroga del bonus mobili per tutto il 2026: detrazione del 50% fino a 5.000 euro, a condizione che i lavori edilizi siano iniziati dal 1° gennaio 2025. Nessuna distinzione tra prime e seconde case.

Si chiude invece il bonus barriere architettoniche al 75%, che scadrà il 31 dicembre. Dal 2026 resterà solo la detrazione ordinaria al 50%. Definitivo, infine, l’addio al superbonus, che non viene più richiamato nel Ddl di Bilancio e si esaurirà con la fine dell’anno.

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