Nucleare, il Giappone riapre Kashiwazaki‑Kariwa

 

Tokyo, 23 Dicembre 2025 – Il Giappone ha detto sì alla ripartenza della centrale nucleare di Kashiwazaki‑Kariwa, un colosso da 8,2 gigawatt affacciato sul Mar del Giappone, a circa 220 chilometri da Tokyo e la più grande centrale nucleare al Mondo. La decisione che ha suscitato non poco stupore arriva in seguito al voto favorevole dell’assemblea locale della prefettura di Niigat, in linea con quanto stabilito (settimane prima) dal governatore Hideyo Hanazumi, su mandato del Governo centrale giapponese: il primo ministro Sanae Takaichi, eletta lo scorso ottobre, ha fatto del rilancio del nucleare una delle priorità del suo esecutivo.

Un passo del tutto inaspettato a quasi quindici anni dal terremoto, lo tsunami e l’incidente nucleare che nel 2011 sconvolsero Fukushima e il Mondo intero e che passò alla storia come il più grave dopo quello di Chernobyl. La centrale fu una delle 54 che il Giappone in seguito alla tragedia decise di spegnere per evitare possibili incidenti.

Il programma della riapertura

Il piano per la riapertura della centrale di Kashiwazaki-Kariwa prevede una prima fase che si dovrebbe concludere entro il prossimo anno e che vede protagonista la messa in funzione del primo reattore da 1,36 gigawatt, mentre, entro l’ipotetica data del 2030, sarà riattivato anche il secondo reattore simile al primo per potenza.

Attualmente l’impianto nucleare rispetta già ogni standard di sicurezza introdotti in Giappone dal 2011, ma la Tokyo Electric Power Company – Tepco, la stessa società che gestiva Fukushima, attende ancora il consenso definitivo delle comunità locali, un tassello fondamentale in un Paese dove la fiducia nell’energia nucleare vacilla.

Una scelta divisiva

Mentre il Ministero del Commercio stima che la riattivazione della centrale aumenterebbe la fornitura elettrica dell’area di Tokyo del 2% e le promesse di investimenti nella sola prefettura di Niigata di circa 100 miliardi di yen in un periodo di dieci anni, i sondaggi dimostrano un netto contrasto tra favorevoli e contrari, con il 60% dei residenti che ritiene che le condizioni per il riavvio di Kashiwazaki‑Kariwa non siano pienamente soddisfatte, mentre il 70% si dice timoroso della gestione futura dell’impianto.

A sottolineare i timori dei giapponesi, mentre erano in corso le votazioni, circa 300 persone si sono riunite davanti la sede del consiglio provinciale per manifestare il proprio dissenso. Lo stesso governatore Hanazumi (pur approvandola) riconoscendo che la decisione divide profondamente l’opinione pubblica, si è impegnato nel richiedere maggiori garanzie al Governo centrale, comprese nuove infrastrutture stradali per facilitare le evacuazioni in caso di incidente.

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