Medici contro il Ddl Bilancio 2026: “Disastro per la sanità”

 

Milano, 22 Dicembre 2025 – È una bocciatura senza appello quella che il Ddl di Bilancio 2026 riceve dal mondo medico, in modo trasversale e compatto. A esprimere una condanna durissima sono sia i medici dipendenti sia i professionisti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, dai medici di famiglia ai pediatri di libera scelta, che parlano apertamente di “disastro per il Ssn e per i professionisti“.

Attese disattese e riscrittura della manovra

Le aspettative erano alte, ma sono totalmente deluse, come spiegano in una nota collettiva i sindacati Anaao Assomed, Cimo-Fesmed, Fimmg, Fimp e Sumai, rappresentativi di medici dipendenti, convenzionati e dirigenti sanitari.

«Abbiamo assistito a un teatrino disonorevole, a una lotta intestina» – scrivono – «che ha ribaltato una situazione fino ad allora finalmente favorevole per la categoria», al termine di una convulsa due giorni di trattative culminata nel consueto maxiemendamento.

Secondo i sindacati, il blitz notturno alla vigilia di Natale ha affondato l’emendamento che avrebbe reso disponibili risorse extracontrattuali già stanziate da due precedenti leggi di Bilancio per la dirigenza medica. Risorse che avrebbero anche ridotto un gap economico giudicato ingiustificabile, penalizzando la dignità dei dirigenti sanitari.

Una dirigenza rimasta esclusa, insieme ai medici convenzionati, dall’adeguamento delle prestazioni aggiuntive, quelle che «a parole ma non nei fatti» dovrebbero servire a ridurre le liste d’attesa.

Il ruolo del Mef e il silenzio su territorio e convenzionati

Per le sigle sindacali è ormai evidente come non solo il Ministero della Salute, ma l’intero Governo, sia di fatto ostaggio del Mef, con conseguenze «estremamente offensive per chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute».

Ancora una volta – sottolineano – sono completamente dimenticati i 20mila specialisti ambulatoriali convenzionati del territorio, fondamentali per la gestione dei pazienti cronici, l’abbattimento delle liste d’attesa e l’assistenza domiciliare previste da Pnrr e Dm77. Nulla anche per la Medicina generale e la Pediatria di libera scelta.

La scarsa attrattività della professione, la riduzione dei medici di famiglia e i milioni di cittadini senza medico o pediatra di fiducia sembrano non preoccupare il Mef. I convenzionati, denunciano i sindacati, restano tra i più tassati del sistema, nonostante sostengano costi diretti di produzione, una situazione definita «paradossale e ridicola».

“Uno Stato economico al posto dello Stato sociale”

«Manca ancora una visione globale» – accusano – «e il concetto di Stato sociale è stato sostituito da quello di Stato economico».

La conclusione è netta: «un disastro, privo di logica, programmazione e gratitudine verso chi regge un Ssn in crisi». I sindacati promettono un anno di barricate, pronti a opporsi «con tutte le forze» ai continui attacchi alla sanità pubblica e ai suoi professionisti.

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