Roma, 22 Dicembre 2025 – Dopo giorni di frizioni e agitazioni politiche in Commissione Bilancio, la manovra approda finalmente nell’Aula del Senato dove si attende il primo via libera, prima di passare alla Camera, dove i deputati saranno chiamati all’esame e al voto. Il tutto cercando di rispettare un serrato calendario che prevede la luce verde entro e non oltre il 31 dicembre. Strettissimo lo spazio per possibili modifiche dell’ultimo minuto agli emendamenti.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha già fissato la tabella di marcia: le dichiarazioni di voto inizieranno martedì mattina, 23 dicembre, e l’obiettivo è chiudere entro il primo pomeriggio.
«Faremo Natale con la manovra approvata al Senato», ha assicurato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, aggiungendo che il passaggio alla Camera avverrà tra Natale e Capodanno.
Le reazioni
Dal centrodestra arrivano messaggi di compattezza. Maurizio Lupi, di Noi Moderati, ricorda che «da trent’anni, alla vigilia del voto sulla manovra, si accendono discussioni che però non incrinano la tenuta della coalizione». Dalla Lega, il leader del Carroccio Matteo Salvini, interpellato sul rischio di una possibile crisi, respinge l’idea affermando di «no» e che «semplicemente alcuni tecnici avevano previsto di alzare l’età pensionabile nei prossimi anni, e io ho detto che si possono trovare risorse altrove».
Le opposizioni, invece, restano sul piede di guerra. Giuseppe Conte, leader dei Cinque stelle, rivendica di aver contribuito a bloccare quello che definisce «una corsa al condono» e l’innalzamento del tetto al contante a 10mila euro. Sui social parla di una manovra «misera e ingiusta», accusando il Governo Meloni di «non affrontare la crisi della sanità pubblica, di peggiorare la legge Fornero, di cancellare Opzione donna, di tagliare sulla scuola e di introdurre nuove tasse, dalle accise ai pacchi online fino alle ritenute d’acconto».
Intanto da Fratelli d’Italia arriva un ordine del giorno per riaprire i termini della sanatoria del 2003, mossa aspramente criticata e ritenuta «sbagliata» dalla leader del Partito democratico Elly Schlein, che ha sottolineato «questa maggioranza ha fallito e gli italiani meritano di meglio di una presidente del Consiglio incoerente che continua a prenderli in giro ormai da tre anni».
«Ci vorrebbe un pochino più di serietà» rincara dai Cinque stelle il deputato Agostino Santillo.