Manovra, pensioni più dure e bonus imprese: cosa cambia

 

Roma, 20 Dicembre 2025 – Un ulteriore aumento dei tagli all’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci, lo stop alla possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipata cumulando la previdenza complementare e l’introduzione, dal 1° luglio 2026, del meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare con facoltà di rinuncia entro sessanta giorni. Sono alcune delle principali misure contenute nel nuovo emendamento del Governo al Ddl di bilancio, depositato in Commissione Bilancio del Senato. Nel testo trovano spazio anche il pacchetto imprese con crediti d’imposta per Transizione 4.0 e Zes, oltre a risorse per Piano Casa, mobilità e infrastrutture.

Il contesto politico e i lavori in Commissione

La nuova proposta arriva dopo il ritiro del precedente emendamento, bloccato dal no della Lega in Commissione Bilancio alle misure su allungamento delle finestre e penalizzazione del riscatto della laurea per la pensione anticipata. Tramontata anche l’ipotesi, inizialmente ventilata, di un decreto legge di fine anno. Al momento i lavori della Commissione risultano sospesi, in attesa dei chiarimenti richiesti dal Pd sulle coperture finanziarie dell’emendamento governativo.

Pensioni, più tagli e stop alla cumulabilità

Sul fronte previdenziale l’emendamento prevede nuovi tagli all’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. Alle decurtazioni già previste dal testo originario della manovra si aggiungono 50 milioni nel 2033 e 100 milioni dal 2034. In dettaglio, i tagli restano a 90 milioni annui fino al 2032, salgono a 140 milioni nel 2033 e raggiungono 190 milioni annui dal 2034. Le risorse interessano i lavoratori con 41 anni di contributi, almeno 12 mesi prima dei 19 anni, appartenenti alle categorie di disoccupati, caregiver, invalidi o addetti a lavori usuranti.

È inoltre previsto un taglio di 40 milioni annui dal 2033 al Fondo per il pensionamento anticipato degli addetti a mansioni usuranti, la cui dotazione scende da 233 a 194 milioni.

Una delle novità più rilevanti è lo stop alla possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia anticipata cumulando le rendite della previdenza complementare. Viene così soppressa una norma introdotta con la legge di bilancio dello scorso anno, con risparmi stimati fino a 130,8 milioni nel 2035.

Tfr, adesione automatica e imprese

Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il meccanismo del silenzio assenso alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione. Parallelamente viene ampliata la platea delle aziende obbligate al versamento Inps del Tfr, includendo progressivamente i datori di lavoro che superano determinate soglie dimensionali.

Confermati i 532 milioni per la Zes unica, lo stanziamento per la Zes agricola e 1,3 miliardi per Transizione 4.0 nel 2026, mentre calano le risorse per il Piano Casa. Sul fronte infrastrutture, rifinanziato il Ponte sullo Stretto di Messina con 780 milioni tra il 2032 e il 2033, rimodulando gli stanziamenti temporali senza modificare il valore complessivo autorizzato.

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