New York, 18 Dicembre 2025 – Aumenta la tensione nell’Indo-Pacifico dopo che il Dipartimento di Stato Usa ha confermato, di aver autorizzato un pacchetto di vendite militari destinate a Taiwan del valore complessivo di 11,1 miliardi di dollari.
Si tratta della seconda grande commessa autorizzata dall’amministrazione Trump in pochi mesi e, per dimensioni e composizione, la più imponente mai proposta tra Washington e Taipei. L’annuncio arriva in un momento in cui la Regione è attraversata da tensione crescente, non solo tra Cina e Taiwan ma anche tra Pechino e Tokyo, dopo le recenti prese di posizione pubbliche della neo premier giapponese Sanae Takaichi sulle minacce rivolte all’Isola.
Approvato dall’amministrazione Trump, il pacchetto adesso dovrà essere approvato dal Congresso dove la questione Taiwan gode del sostegno bipartisan.
Il pacchetto
Il Governo di Taiwan ha spiegato che il pacchetto disposto dagli Usa consiste in un insieme di otto accordi comprensivi di 82 sistemi di artiglieria ad alta mobilità Himars, 420 missili tattici Atacms, simili a quelli forniti all’Ucraina per contrastare l’aggressione russa. A questi si aggiungono 60 howitzer semoventi, droni Altius, software militari, missili anticarro Javelin e Tow, pezzi di ricambio per elicotteri e kit di ammodernamento per missili Harpoon.
La strategia di Washington, che da sempre sostiene Taiwan infatti, è quella di preparare l’Isola a una guerra asimmetrica, fornendole gli strumenti per difendersi ma soprattutto per scoraggiarla.
“Rafforzare la capacità difensiva” spiegano da Taiwan. L’esecutivo infatti si è detto pronto ad aumentare la spesa per la difesa al 3,3%del Pil entro il prossimo anni e del 5% entro il 2030.
Le reazioni
Nonostante non risultino esserci, almeno per il momento, delle repliche da parte di Pechino, gli esperti ritengono che la decisione statunitense non verrà apprezzata. Da tempo inoltre la Cina, che considera a tutti gli effetti Taiwan parte del proprio territorio, ha condannato fermamente la vendita delle armi statunitensi all’Isola, considerando tale scelta una minaccia alla stabilità regionale.