Italia regina della pasta: produzione, export e consumi record

 

Roma, 14 Dicembre 2025 – Primi per produzione, esportazione e consumo. La pasta continua a essere l’alimento che più di ogni altro contraddistingue l’Italia e gli italiani, confermandosi pilastro dell’agroalimentare nazionale e simbolo riconosciuto del Made in Italy. A certificarlo sono i dati Eurostat e quelli delle associazioni di categoria dei produttori.

Nel 2024, i Paesi dell’Unione europea hanno prodotto 6 milioni di tonnellate di pasta per un valore complessivo di 9,1 miliardi di euro. I numeri indicano una crescita del valore del 3% rispetto all’anno precedente, a fronte però di una diminuzione dei volumi del 5%.

Produzione ed export: il dominio italiano

L’Italia si colloca saldamente al primo posto con una produzione di 4,2 milioni di tonnellate, pari al 69% del totale europeo. Molto distanziata la Spagna, seconda con il 6% e 367 mila tonnellate, seguita dalla Germania con il 5% e 290 mila tonnellate.

La produzione italiana guarda in modo deciso ai mercati internazionali. Nel 2024 l’export ha raggiunto 2,2 milioni di tonnellate su un totale europeo di 2,9 milioni, mentre le importazioni complessive si sono fermate a 1,7 milioni di tonnellate. La Spagna si è confermata secondo esportatore con 131 mila tonnellate, pari al 5% del totale.

Il 55% della pasta esportata resta all’interno dell’Unione europea, mentre il restante 45% è destinato ai mercati extra Ue, con Regno Unito e Stati Uniti come principali sbocchi. Sul fronte delle importazioni, Germania e Francia guidano la classifica con rispettivamente 468 mila e 372 mila tonnellate.

Consumi, identità e orgoglio nazionale

Gli italiani restano i maggiori consumatori al Mondo, con 23,3 chili procapite annui. Circa il 60% della produzione nazionale finisce sulle tavole di oltre 200 Paesi. Secondo una ricerca demoscopica commissionata da Uif – Unione italiana food, per 8 italiani su 10 la pasta è simbolo indiscusso dell’italianità e per il 96,6% rappresenta l’ambasciatrice del Made in Italy. Inoltre, rientra nella Top 5 degli elementi di orgoglio nazionale, insieme a monumenti, arte, paesaggi naturali e letteratura.

«Per gli italiani la pasta è una questione di appartenenza e motivo di orgoglio», commenta Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai italiani di Unione italiana food. «Il comparto è un pilastro della nostra economia e della nostra identità culturale».

Nel 2024 sono state servite 80 milioni di porzioni di pasta italiana in quasi 200 Paesi. La crescita dell’export prosegue anche nel primo semestre 2025, con un +2,5% a volume rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato ottenuto nonostante dazi Usa, inflazione, conflitti, aumento dei costi delle materie prime e cambiamenti climatici che influenzano la produzione di grano duro.

Francia e Grecia, mercati strategici in Europa

In Francia, il consumo ha raggiunto 566.616 tonnellate: oltre il 96% dei francesi acquista pasta e sette su dieci la consumano almeno una volta a settimana. La produzione nazionale ha toccato 453.705 tonnellate, con una netta preferenza per gli spaghetti.

In Grecia, la pasta è profondamente radicata nella cultura alimentare. Con 12,2 kg procapite annui, il Paese è secondo nell’Ue per consumo. Nel 2024 la produzione ha raggiunto 185 mila tonnellate, pari al 3,1% del totale europeo, con un settore dinamico, orientato all’export e sempre più attento all’innovazione di prodotto.

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