Ucraina, nasce blocco di 43 Paesi per lo stop alla guerra

 

New York, 10 Dicembre 2025 – “Nasce il Gruppo di amici della governance globale per sostenere l’Ucraina”. È l’annuncio della delegazione della Cina alle Nazioni Unite con cui conferma la nascita di un’alleanza composta da 43 Paesi tra Asia, America Latina e Africa, (come Pakistan, Cuba, Iran, Venezuela e Nicaragua) che si sono uniti per richiedere l’immediata cessazione delle ostilità in Ucraina e l’avvio di una soluzione politica negoziata.

Nel comunicato i Paesi coinvolti ritengono unanimemente che solamente una soluzione politica inclusiva possa effettivamente porre fine al conflitto russo ucraino e che il Gruppo possa riuscire nel consolidare alleanze e farsi promotore di un multilateralismo che sia basato sull’uguaglianza sovrana e sul rispetto del diritto internazionale. “Sfruttate le recenti opportunità di dialogo” affermano, in riferimento ai colloqui tra Mosca e Kiev e tra gli Usa e l’Europa.

Zelensky pronto alle urne ma chiede garanzie

Mentre il ministero della Difesa di Mosca conferma di aver abbattuto venti droni, uno dei quali diretto verso la Regione di Mosca, e dagli Usa continuano le pressioni su Volodymyr Zelensky affinché accetti la proposta di pace che implicherebbe la rinuncia di parte del territorio ucraino in cambio di garanzie di sicurezza americane, il presidente ucraino (che ieri ha incontrato il Papa e Giorgia Meloni), ha dichiarato di essere pronto a portare il Paese alle urne già nei prossimi 60/90 giorni alla condizione però che siano garantite le condizioni di sicurezza. Per questo, ha chiesto al Parlamento di Kiev di predisporre le misure legislative necessarie per consentire il voto nonostante la legge marziale.

La replica di Mosca

Non tarda ad arrivare la replica di Mosca, dove dal ministero degli Esteri, la portavoce Maria Zakharova, parlando della promessa delle elezioni in Ucraina con le garanzie occidentali, ai microfoni di Radio Sputnik, ripresa dall’agenzia di stampa Tass, come di «una scena del teatro delle marionette di Karabas-Barabas» e affonda contro Zelensky che «vuole l’indipendenza dell’Ucraina ma allo stesso tempo chiede che siano altri Paesi a garantire la possibilità di tenere elezioni e le chiama democratiche”»

Dal Cremlino Vladimir Putin parla di storia e insiste sul Donbass, nodo cruciale dei negoziati, sottolineando che «la Regione faceva parte della Repubblica socialista sovietica russa prima che Lenin decidesse di cederla all’Ucraina, è un fatto storico».

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