Roma, 10 Dicembre 2025 – Le Parti Sociali firmatarie del CCNL AISS, FederTerziario, Piuservizi e UGL Sicurezza Civile hanno espresso forti perplessità in merito al provvedimento del Tribunale di Milano del 4 dicembre 2025, ritenendo che presenti rilevanti criticità sia sul piano metodologico sia su quello sostanziale.
Analisi ritenuta incompleta e documentazione non valutata
Secondo le Parti Sociali, il provvedimento si basa su un’analisi che non tiene conto di atti fondamentali e che non considera la documentazione ufficiale depositata. Criticata anche l’utilizzazione di testi ritenuti privi di validazione. Le note difensive presentate dai legali delle società resistenti non sarebbero state adeguatamente prese in considerazione, con conseguente compromissione del contraddittorio.
Inoltre sostengono che questa omissione abbia inciso sulla corretta valutazione delle prove, elemento ritenuto essenziale in un giudizio di tale rilievo.
Interpretazione estensiva dell’art. 29 e rischio di effetto erga omnes
Il provvedimento interpreta in maniera estensiva l’art. 29 comma 1 bis del d.lgs. 276/2003, consentendo l’utilizzo dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori per contestare la scelta datoriale di applicare un diverso contratto collettivo legittimamente stipulato. Secondo le Parti Sociali, una simile lettura trasforma una norma di tutela individuale in uno strumento di conflitto sindacale, attribuendo di fatto efficacia erga omnes a un contratto non sottoscritto dal datore di lavoro e violando il principio di libertà e pluralismo sindacale sancito dall’art. 39 della Costituzione.
Confronto ritenuto improprio tra CCNL
Le Parti Sociali contestano il confronto tra il CCNL AISS e il CCNL Filcams, definito «fermo a una mera ipotesi di accordo datata 2023». A loro avviso, tale impostazione comprometterebbe la corretta valutazione dell’equivalenza contrattuale. Viene inoltre sottolineato che il CCNL Filcams è in attesa di rinnovo dal 2013 e che l’ipotesi del 2023 riguarda esclusivamente l’adeguamento retributivo.
Come riportato da vari organi di stampa, tra cui Il Fatto Quotidiano il 6 dicembre, la paga oraria Filcams sarebbe rimasta sotto i 5 euro per oltre un decennio, generando un dumping salariale strutturale. Un elemento che, secondo le Parti Sociali, non sarebbe stato considerato.
Contestato anche il riferimento alla “maggiore diffusione” del CCNL Filcams, basata su dati CNEL aggregati che includono vigilanza armata e non armata, mentre il CCNL AISS si applica al solo settore non armato. Una scelta ritenuta fuorviante. Tra le ulteriori criticità evidenziate: periodo temporale di analisi troppo breve, utilizzo di livelli contrattuali superati, errata considerazione dello straordinario come componente stabile della retribuzione, mancata valutazione dell’indennità di presenza e stima impropria delle ferie.
Il nodo della bilateralità
Le Parti Sociali lamentano la mancata valorizzazione della bilateralità, in particolare del ruolo dell’ente bilaterale ENBISIT, che offre prestazioni e servizi non contemplati dal CCNL Filcams. Un’omissione ritenuta in contrasto con il Codice degli Appalti.
Le Parti Sociali ribadiscono che il CCNL AISS garantisce tutele economiche, normative e di welfare pienamente in linea con il settore e in molti casi superiori. Pur nel rispetto dell’Autorità giudiziaria, affermano che decisioni di tale impatto richiedono analisi complete, dati omogenei e ricostruzioni esaustive, fondate esclusivamente su testi ufficiali e norme vigenti.