Ricette valide 12 mesi: svolta per i pazienti cronici

 

Roma, 6 Dicembre 2025 – Una semplificazione significativa potrebbe migliorare la vita di oltre 24 milioni di italiani affetti da almeno una malattia cronica. Con la nuova legge sulle semplificazioni, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, arriva una misura molto attesa da pazienti e medici di famiglia: le ricette per farmaci destinati a patologie croniche potranno avere validità fino a 12 mesi.

Cosa prevede l’articolo 62 della legge 182/2025

L’articolo 62 introduce una novità che riduce in modo consistente la burocrazia. Il medico potrà indicare nella ricetta dematerializzata ripetibile la posologia e il numero di confezioni dispensabili entro un massimo di dodici mesi, sulla base del protocollo terapeutico individuale. Resta comunque la possibilità per il medico di sospendere o modificare in qualsiasi momento la prescrizione, qualora lo richiedano motivi di appropriatezza terapeutica.

Si tratta di un cambio di passo rispetto al modello attuale, che prevedeva in genere prescrizioni valide per un numero molto limitato di confezioni, con la possibilità teorica di arrivare a 6 mesi solo per i pazienti cronici ma con scarsa applicazione.

La legge stabilisce che, al momento della dispensazione, il farmacista debba informare l’assistito sulle corrette modalità di assunzione e fornire confezioni sufficienti per coprire 30 giorni di terapia. Un aspetto centrale della riforma riguarda l’aderenza terapeutica: qualora emergano difficoltà nell’assunzione dei medicinali, il farmacista è tenuto a segnalarle al medico prescrittore.

Validità della dimissione ospedaliera e dei referti del pronto soccorso

Un’altra semplificazione riguarda la possibilità di ottenere i farmaci prescritti presentando direttamente la lettera di dimissione ospedaliera, i referti del pronto soccorso o documenti analoghi rilasciati dai servizi di continuità assistenziale. La terapia deve risultare prescritta o suggerita nella documentazione, presentata il giorno stesso o nei due giorni precedenti. In questi casi non sarà più necessario richiedere una ricetta aggiuntiva al medico di famiglia o allo specialista.

Le modalità operative saranno definite entro 90 giorni tramite un decreto del ministero della Salute di concerto con quello dell’Economia.

Le reazioni dei medici di famiglia

Secondo Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg, «la possibilità di prescrivere i farmaci per patologie croniche fino a dodici mesi non è solo una semplificazione burocratica: è una scelta di cura», poiché consente di liberare tempo ai medici di famiglia e ridurre disagi per i pazienti, rafforzando al contempo la collaborazione con le farmacie.

Più prudente il vice segretario della Fimmg, Pierluigi Bartoletti, che definisce la misura «una risorsa in più da usare comunque con criterio». A suo giudizio, è indicata per pazienti con malattia stabilizzata, soprattutto anziani seguiti da caregiver, mentre potrebbe non essere adatta per soggetti giovani con scarsa frequenza di controlli. «Chi mi assicura che davvero seguano la terapia prescritta per un anno intero?», osserva Bartoletti.

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