Dichiarazione di Strasburgo: l’Europa chiede un risveglio

Strasburgo, 30 Novembre 2025 – La Dichiarazione di Strasburgo, adottata al termine dell’Assemblea costitutiva dell’Europa Power Initiative, segna l’avvio di un movimento che mira a rilanciare la capacità dell’Europa di agire come potenza globale.

 

Nel testo si legge un appello diretto ai cittadini per fronteggiare quella che viene definita una minaccia esistenziale per il futuro del Continente.

Il preambolo sottolinea come l’Unione europea sia stata «uno dei progetti politici più straordinari della storia», capace di garantire quasi 75 anni di pace e prosperità. Tuttavia, la Dichiarazione evidenzia come oggi l’Europa accumuli fallimenti geopolitici e culturali che mettono in discussione la sua stessa essenza, lasciando i cittadini disorientati.

Le criticità: Ucraina, clima, tecnologia e democrazia

Il documento elenca alcuni dei nodi più gravi. Il destino dell’Ucraina viene deciso «da due superpotenze militari» che stringono accordi al di sopra degli interessi degli europei. L’azione per il clima risulta indebolita dall’incapacità delle grandi potenze mondiali di superare i propri obiettivi immediati. Allo stesso tempo, la sovranità tecnologica europea si è affievolita a causa della dipendenza da server, piattaforme e infrastrutture controllate da attori stranieri.

Anche la cultura democratica europea, fondata su pluralismo, creatività, libertà dei media e tutela dei diritti sociali, sarebbe sotto attacco sul suolo europeo per effetto di logiche economiche e omologanti. Secondo la Dichiarazione, queste difficoltà derivano dalla mancanza di una volontà politica chiara nel considerare realmente l’Europa una potenza geopolitica e culturale.

La Dichiarazione individua quattro leve strutturali che l’Europa possiede e che devono essere attivate per ricostruire una potenza capace di orientare il proprio destino.

  1. La volontà dei cittadini, chiamati a partecipare alla scrittura di un nuovo capitolo positivo per il continente e per la democrazia europea.

  2. Un mercato di 450 milioni di abitanti, da mobilitare in favore di una strategia di sviluppo economico, industriale, tecnologico e ambientale.

  3. Un bacino di risparmio di 35.000 miliardi di euro, che potrebbe finanziare crescita e politica industriale attraverso un mercato unico dei capitali più solido.

  4. Una sicurezza collettiva condivisa, che richiede la fine della frammentazione delle capacità militari, degli appalti e dei programmi di ricerca, oltre alla costruzione di una visione comune della difesa europea.

Un movimento aperto a cittadini e partner internazionali

L’Europa Power Initiative riunisce leader d’opinione e attori della società civile, ed è aperta a chi, in Europa e oltre, rifiuta un ordine globale basato su logiche imperiali. L’obiettivo è costruire un’Europa «forte, sistemica, globale e responsabile», fondata sulla cooperazione tra cittadini, imprese, istituzioni e partner internazionali. Il testo si conclude con un invito alla mobilitazione: «è indispensabile un risveglio urgente. Solo insieme i nostri Paesi possono contare e costruire una potenza comune».

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