Ue lancia lo Schengen militare per mobilità più rapida

 

Bruxelles, 19 Novembre 2025 – La Commissione europea ha presentato un Military Mobility Package, un piano destinato a rivoluzionare lo spostamento di truppe ed equipaggiamenti all’interno dell’Unione. L’obiettivo è creare una sorta di “Schengen militare” per garantire movimenti rapidi e coordinati in caso di crisi.

Tempi di autorizzazione drasticamente ridotti

Oggi, per trasferire mezzi e personale da ovest a est dell’Europa, possono servire settimane o addirittura mesi. Secondo il commissario ai Trasporti sostenibili e al turismo, Apostolos Tzitzikostas, questa situazione è «inaccettabile» in un contesto geopolitico sempre più teso.

La proposta della Commissione stabilisce che:

  • in tempo di pace, gli Stati membri dovranno autorizzare i movimenti militari entro tre giorni

  • in situazioni di emergenza, il via libera dovrà arrivare entro sei ore, con presunzione automatica di approvazione

«Non si può difendere un Continente se non ci si può muovere rapidamente da una parte all’altra», ha sottolineato Tzitzikostas, presentando ufficialmente il pacchetto insieme al commissario alla Difesa Andrius Kubilius e all’alta rappresentante Kaja Kallas.

Il piano introduce un meccanismo ispirato al modello del Meccanismo di protezione civile dell’Ue, che permette di fornire aiuto immediato in caso di calamità. La nuova versione militare includerà:

  • un “pool di solidarietà per la mobilità militare“, contenente risorse condivise come treni, traghetti e trasporti aerei strategici;

  • un “catalogo della mobilità militare” con mezzi logistici civili a duplice uso, mobilitabili dagli Stati membri;

  • un gruppo di coordinamento nazionale per ogni Paese Ue, incaricato di gestire richieste, priorità e tempi di autorizzazione.

Uno dei compiti principali sarà selezionare e finanziare 500 progetti infrastrutturali strategici, necessari a rafforzare quattro corridoi militari europei. Le localizzazioni precise non sono ancora pubbliche.

Strade, ponti e porti da adeguare alle esigenze militari

Per sostenere il passaggio di mezzi pesanti e convogli complessi, l’Ue punta a migliorare:

  • strade e autostrade

  • linee ferroviarie

  • porti e aeroporti

  • gallerie e ponti

«Reti logistiche solide fanno la differenza tra vincere e perdere le guerre», ha affermato Tzitzikostas, evidenziando l’urgenza di investimenti rapidi e mirati.

Secondo le stime della Commissione, l’intero progetto richiederà 100 miliardi di euro. Nel bilancio Ue attuale (fino al 2027), sono disponibili solo 1,7 miliardi, cifra definita dal commissario come «una goccia nel mare». Per il prospettato quadro finanziario 2028–2034 l’Ue propone 18 miliardi, dieci volte di più ma ancora lontani dal fabbisogno reale.

Gli Stati membri potranno tuttavia utilizzare:

  • fondi di coesione, grazie alla natura duale delle infrastrutture

  • il programma di prestiti SAFE per la difesa

  • investimenti conteggiabili per i nuovi obiettivi di spesa della Nato

Una risposta alla crescente minaccia russa

Secondo alcune agenzie di intelligence europee, la Russia potrebbe avere la capacità di attaccare un Paese Ue prima della fine del decennio. Lo “Schengen militare” mira quindi a garantire velocità, interoperabilità e prontezza operativa.

«La situazione geopolitica è complessa. Dobbiamo muoverci più velocemente e fornire risultati prima del previsto», ha concluso Tzitzikostas.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *