Pacchi low cost: dazi Ue dal 2026

Roma, 14 Novembre 2025 – L’Ue ha deciso: i pacchi low cost saranno anche loro soggetti ai dazi doganali. Una misura che potrebbe entrare in vigore già a partire dal 2026, due anni prima rispetto alla riforma approvata ufficialmente. La notizia fa tirare un respiro di sollievo ai negozianti che da anni chiedono alle istituzioni europee di prendere delle contromisure nei confronti del volume massiccio di pacchi (circa 4,6 miliardi al 2024 secondo i dati) provenienti dall’e-commerce e in particolar modo dalla Cina (91% circa spiega il Commissario europeo Valdis Dombrovskis).

«La misura stabilita dai Paesi europei è in linea con la “discussione sulla concorrenza sleale”. Questo fenomeno sta provocando seri danni e problematiche al commercio al dettaglio». Queste le dichiarazioni del ministro italiano dell’Economia Giancarlo Giorgetti, impegnato nell’Ecofin a Bruxelles, sottolineando la necessità di adottare una linea dura «per arginare l’aggressione extraeuropea che sta invadendo il nostro mercato con prodotti a basso costo, senza alcun rispetto delle regole di mercato» motivando così l’anticipo al 2026.

«Un passo fondamentale per gestire l’aumento dei pacchi low cost provenienti dalla Cina» ha ribadito la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Cosa cambia

Il Consiglio Ue ha stabilito pertanto di abolire l’esenzione dei dazi doganali per tutti i pacchi che entrano nell’Ue il cui valore non superi i 150 euro. La riforma prevede anche l’inserimento di una piattaforma centralizzata per la gestione delle importazioni, allo scopo di aumentare e rafforzare i controlli sui prodotti.

Attualmente non è ancora chiaro quali misure saranno anticipate al 2026. Tra le ipotesi, non essendoci ancora un Data Hub doganale, l’introduzione di tariffe medie approssimative nel rispetto delle regole imposte dalla World Trade Organization (WTO) e sul cui rispetto l’Ue dovrà vigilare.

Nulla di certo anche sulla ripartizione dei dazi che potrebbero venire così ridestinati: il 75% al Bilancio Ue e il 25% per la compensazione dei costi per lo Stato che li riscuote.

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