Città del Vaticano, 11 Novembre 2025 – Presentato questa mattina a Roma il Rapporto “Italiani nel Mondo 2025”. Non solo giovani e professionisti, ma anche nuclei familiari completi continuano a lasciare l’Italia per cercare all’estero un contesto più favorevole dal punto di vista sociale, educativo e lavorativo.
Cosa emerge dal Rapporto pubblicato oggi dalla Fondazione Migrantes
A colpire è la crescente mobilità delle famiglie con bambini in età scolare. La scelta non rappresenta più un gesto improvvisato, ma una decisione maturata nel tempo, spesso preceduta da una pianificazione accurata che coinvolge scuola, lavoro e reti di sostegno già presenti nei Paesi di destinazione. Gli analisti di Migrantes evidenziano come questo fenomeno contribuisca a ridisegnare la geografia delle comunità italiane nel Mondo, determinando una crescita consistente in Città europee e in alcuni centri extraeuropei percepiti come più dinamici e attenti al benessere familiare.
L’uscita di interi nuclei, sottolinea il Rapporto, implica ripercussioni anche sul tessuto demografico nazionale, che continua a diminuire non solo in termini di natalità, ma anche per la perdita di bambini e adolescenti che ricominceranno la propria vita in altri sistemi scolastici. Una dinamica che l’istituto definisce “preoccupante per la tenuta sociale del Paese”, soprattutto nel medio periodo.
Germania e Regno Unito in testa
Da gennaio a dicembre 2024 le partenze dall’Italia sono avvenute da tutte le Province e verso 191 destinazioni differenti. A sorpresa, rispetto a quanto capitato negli ultimi anni, guida la classifica delle mete di destinazione la Germania (16.988) seguita dal Regno Unito (15.471), dalla Spagna (12.448), dalla Svizzera (12.448) e dalla Francia (9.444). L’attuale mobilità italiana, pur rivolgendo lo sguardo al Mondo intero e pur avendo destinazioni privilegiate che si orientano verso nuovi contesti professionali emergenti (si veda l’Oriente, con Singapore, gli Emirati Arabi, ma anche la Scandinavia) preferisce sempre di più l’Europa. Il 73,7% di chi si è iscritto all’Aire per espatrio da gennaio a dicembre 2024 è andato in Europa (quasi 91 mila italiani). Sono 23.300 circa coloro che, invece, sono espatriati in America (18,9% del totale) di cui 15 mila nell’America latina.
Improprio dire “fuga di cervelli”
Nel Rapporto “Italiani nel Mondo 2025” cade il mito della “fuga dei cervelli”, definita un dispositivo narrativo che da trent’anni incornicia la mobilità giovanile in una retorica emotiva di perdita, tradimento e trauma nazionale. Gli autori del dossier parlano di “cornice totalizzante” che riduce la mobilità a un esodo drammatico, trasformando i giovani in “cervelli” e non in persone con desideri, legami e biografie complesse. “Le parole non descrivono solo la realtà, la creano”, si legge nel rapporto, che invita a sostituire alla nozione di fuga una lettura più ampia di circolazione di competenze e di biografie transnazionali.
“L’estero, si dice da tempo, è la ventunesima Regione d’Italia: quello su cui non si riflette abbastanza è, però, quanto rapidamente i suoi residenti stanno crescendo e quanto altrettanto celermente variano le caratteristiche che la contraddistinguono. A ciò si aggiunga che la crescita della presenza in Italia di residenti stranieri è molto meno sostenuta rispetto al passato. Soltanto nel 2019 il dato era per entrambi uguale (5,3 milioni) mentre adesso il numero dei connazionali all’estero supera di un milione quello degli stranieri in Italia”.