Roma, 10 Novembre 2025 – Dopo mesi di audizioni e di confronti in Commissione Cultura, oggi il ddl sul consenso informato preventivo obbligatorio in materia di educazione sessuale nelle scuole arriva in aula alla Camera dei deputati.
Fortemente sostenuto e voluto dalla Lega e dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, il disegno di legge nasce con lo scopo di “rafforzare il ruolo delle famiglie” nelle scelte educative in merito alle questioni delicate come ad esempio quello sulla sessualità.
Cosa prevede
Il ddl sul consenso informato preventivo introduce l’obbligo del consenso scritto da parte dei genitori dello studente per ogni attività scolastica che affronti la tematica legata alla sessualità, sia essa curricolare o meno.
Mentre la scuola avrà l’obbligo di comunicare l’inizio di tali attività con un margine di sette giorni dall’inizio delle lezioni, fornendo ogni dettaglio su obiettivi, contenuti, modalità didattiche e riportare anche i nomi delle eventuali associazioni o esperti a vario titolo, coinvolti nel programma.
“Deriva oscurantista”
Mentre il comma 2 spiega che la presenza di figure esterne a scuola è sottoposta alla valutazione del collegio docenti e del consiglio d’istituto, che esamina requisiti e titoli, non tutti accolgono con favore il ddl sul consenso informato anche in relazione all’età degli studenti.
Il Consiglio nazionale degli psicologi infatti avanza alcune perplessità sottolineando che “vietare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole pone i minori di fronte a maggiori rischi”.
“Una deriva oscurantista” gridano le opposizioni. Partito Democratico, Verdi e Sinistra e Movimento 5 stelle attaccano la maggioranza e il disegno di legge ritenendo che questo ponga degli ostacoli per lo sviluppo consapevole degli studenti in materia di prevenzione dai rischi e formazione consapevole.
Dalla Lega il deputato Rossano Sasso ha affermato che il ddl si configura come un freno necessario contro le distorsioni ideologiche e le teorie gender che influenzerebbero da anni la scuola italiana.