New York, 31 Ottobre 2025 – In un clima internazionale sempre più complesso, l’atteso vertice di Budapest tra il presidente statunitense Donald Trump (tornato da poco da una missione diplomatica in Asia) e il suo omologo russo Vladimir Putin per mediare la pace in Ucraina, salta ufficialmente. Questione che sembra marcare maggiormente i diversi punti di vista tra Mosca e Washington.
«Non voglio perdere tempo in un incontro che non porterebbe a niente. Lo faremo ma non adesso», aveva affermato Trump parlando con i media nello Studio Ovale annunciando nuove sanzioni contro la Russia indirizzate a colpire i settori strategici come il petrolio.
Stando a quanto riportato dal Financial Times, la decisione di annullare l’incontro Trump–Putin è arrivata in seguito a una telefonata tra il ministro degli Esteri russo Sergej Viktorovič Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio che avrebbe riferito al presidente statunitense che Mosca non sembra realmente interessata a negoziare per una soluzione pacifica che ponga fine al conflitto in Ucraina. Non solo, Mosca avrebbe in quell’occasione ribadito le richieste di cessione dei territori ucraini, la garanzia che l’Ucraina non entri nella Nato e la riduzione delle forze armate di Kiev.
Nuovi raid nella notte
Intanto proseguono gli scontri. Nella notte dieci droni russi hanno colpito la Città ucraina di Sumy danneggiando infrastrutture civili e causando il ferimento di almeno due persone. Anche in Russia, la difesa aerea riferisce di aver abbattuto circa 130 droni in diverse Regioni tra Vogograd, Mosca, Rostov e Belgorod. Nell’oblast di Orel, come riferisce il governatore regionale Andrej Klychkov, una centrale termoelettrica ha subito alcuni danni provocati dai detriti di droni.
Alle tensioni poi si aggiunge il recente annuncio di Donald Trump in merito alla ripresa dei test nucleari americani, cosa che non solo ha colto di sorpresa lo stesso Pentagono, come affermato dalla Cnn pur sottolineando che al momento non sembrerebbero esserci preparativi o una road map, ma ha anche scatenato la reazione dell’Iran che ha giudicato “irresponsabile” tali decisioni, oltre che “una minaccia grave per la pace”.