Siti sessisti e revenge porn: nuove norme su IA e tutela vittime

Roma, 28 Ottobre 2025 – Immagini “rubate” o diffuse senza consenso, pubblicate su forum sessisti e trasformate in merce di scambio. È il fenomeno del revenge porn, un reato ormai noto ma in continua evoluzione grazie alle nuove tecnologie.

Secondo i dati diffusi dalla Polizia Postale, nel 2024 i casi complessivi risultano in calo rispetto agli anni precedenti, ma le donne restano le principali vittime, rappresentando il 73% delle segnalazioni. Allarmante anche l’aumento dei casi che coinvolgono minorenni tra i 14 e i 16 anni.

Deep fake e intelligenza artificiale: nuove minacce digitali

Le immagini non vengono più soltanto sottratte dai social, ma anche create o modificate artificialmente. La tecnologia dell’intelligenza artificiale ha reso possibile generare contenuti falsi, talvolta indistinguibili dal reale, che finiscono online con effetti devastanti sulle vittime.

«Lo scopo che spinge le persone a modificare foto altrui può essere di vario genere: rendere nude persone che non lo sarebbero mai, incentivando giudizi e commenti di odio sessisti, dando vita a fenomeni di diffamazione» spiega Maria Rosaria Romano, primo dirigente della Polizia di Stato, del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza cibernetica. Inoltre sottolinea che il problema non è nuovo: «si pensi alla pedopornografia virtuale, già prevista dal codice penale da diversi anni. Oggi assistiamo però a un’estensione del fenomeno, anche tra i minori, spesso inconsapevoli della gravità dei propri comportamenti».

Il legislatore è intervenuto recentemente modificando l’articolo 612quater del codice penale, introducendo un comma dedicato alla diffusione illecita di contenuti generati o alterati con l’intelligenza artificiale.

«Si sentiva da tempo l’esigenza di coprire un fenomeno che riguardava il deep fake e la creazione di immagini, video o audio capaci di trarre in inganno sulla loro genuinità e arrecare danno alla persona» evidenzia Romano. L’obiettivo è contrastare la circolazione incontrollata dei contenuti falsificati e rafforzare la tutela delle vittime, anche grazie a una maggiore cooperazione internazionale tra autorità di polizia e magistrature.

Cosa può fare una vittima

Chi si ritrova vittima di revenge porn o di manipolazioni digitali può chiedere la rimozione dei contenuti direttamente ai siti che li ospitano, oppure rivolgersi alle Istituzioni competenti. «La Polizia Postale procede in modo tempestivo alle verifiche sulle segnalazioni, attivando i canali giudiziari e istituzionali per la rimozione del materiale illecito. Al centro dell’attività c’è la tutela della persona» conclude Romano.

La collaborazione tra cittadini, piattaforme e autorità resta il principale strumento per arginare un fenomeno che, pur evolvendosi, continua a colpire la dignità e la libertà delle persone.

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