La Paz, 20 Ottobre 2025 – Il senatore Rodrigo Paz ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali in Bolivia, secondo i risultati preliminari diffusi dal Tribunale supremo elettorale, con il 54,54% dei voti contro il 45,46% del suo sfidante, Jorge “Tuto“ Quiroga, ex presidente dal 2001 al 2002 e candidato dell’alleanza di destra Libertà e Democrazia. Paz, esponente del Partito Cristiano Democratico (PDC) di orientamento centrista, entrerà ufficialmente in carica l’8 novembre.
Una dinastia politica lunga tre generazioni
A 58 anni, Rodrigo Paz diventa il terzo membro della sua famiglia ad assumere la presidenza boliviana. Figlio dell’ex capo di Stato Jaime Paz Zamora (1989–1993) e pronipote di Víctor Paz Estenssoro, quattro volte presidente e figura storica della sinistra, Paz nasce in Spagna, dove la famiglia visse in esilio durante le dittature militari.
Rientrato in patria, ha costruito una carriera politica solida: sindaco, deputato e senatore di Tarija, Regione meridionale ricca di petrolio e gas. È proprio da lì che ha lanciato la sua campagna nazionale, basata su un messaggio di unità e pragmatismo. Durante i mesi di campagna elettorale, Paz ha visitato centinaia di comuni in un Paese di 11,3 milioni di abitanti, cercando di presentarsi come un leader “di tutti”. «Non devo definire me stesso, ma piuttosto offrire al Paese un’alternativa», ha dichiarato alla CNN, evitando di collocarsi rigidamente lungo l’asse ideologico.
La sua strategia comunicativa è stata trasversale: slogan come «Dio, patria e famiglia» hanno parlato all’elettorato conservatore, mentre l’uso della celebre frase del Che Guevara, «Fino alla vittoria, sempre», ha strizzato l’occhio a un pubblico progressista.
Il programma economico: riforme e investimenti esteri
Il nuovo presidente ha promesso un “capitalismo per tutti, non solo per pochi“, con l’obiettivo di conciliare sviluppo economico e giustizia sociale. Tra le misure previste figurano tagli alla spesa pubblica, modifiche costituzionali per attrarre investimenti stranieri, e una decentralizzazione economica volta a redistribuire le entrate fiscali a Regioni e Comuni.
Paz intende inoltre introdurre prestiti agevolati e incentivi fiscali per sostenere le piccole e medie imprese, considerate la spina dorsale dell’economia nazionale.
Sul fronte della politica estera, il neopresidente punta a rafforzare i legami internazionali della Bolivia, ripristinando le relazioni con gli Stati Uniti e rilanciando la cooperazione regionale all’interno del Mercosur.
Con la sua vittoria, Rodrigo Paz apre una nuova fase politica nel Paese andino, segnando la fine di due decenni di egemonia socialista e l’inizio di un esperimento centrista che promette di coniugare mercato e inclusione sociale.