Roma, 19 Ottobre 2025 – Il fenomeno dei femminicidi mostra un lieve ma significativo calo nei primi nove mesi del 2025. A rivelarlo è il report di ottobre della direzione centrale della polizia criminale, diffuso dal Viminale, che fotografa una riduzione complessiva degli omicidi in ambito familiare e affettivo, con particolare riferimento ai delitti commessi da partner o ex partner.
Secondo i dati ufficiali, dal 1° gennaio al 30 settembre 2025 sono stati registrati 53 omicidi compiuti da partner o ex partner, in calo del 4% rispetto ai 55 dello stesso periodo del 2024. Ancora più rilevante è la diminuzione delle vittime di genere femminile, che passano da 48 a 44, segnando un -8%. Anche sul fronte dei delitti commessi in ambito familiare o affettivo si osserva una tendenza positiva: gli episodi scendono da 122 a 98, pari a un -20%, mentre le vittime donne in questo contesto passano da 79 a 60, con una riduzione del 24%.
Il report sottolinea che, pur trattandosi di numeri ancora troppo alti, il calo registrato nei primi nove mesi del 2025 rappresenta un segnale incoraggiante, che evidenzia l’efficacia di alcune misure preventive e di tutela introdotte negli ultimi anni.
Le misure di contrasto e la prevenzione
Negli ultimi mesi il viminale ha rafforzato le campagne di sensibilizzazione contro la violenza di genere, potenziando le reti di ascolto e i canali di denuncia. Particolare attenzione è dedicata alla formazione degli operatori di polizia e alla collaborazione con i centri antiviolenza.
Un portavoce del ministero dell’interno ha commentato: «il calo dei femminicidi è un dato che ci incoraggia, ma non deve indurre a un abbassamento della guardia. Ogni vita spezzata resta una sconfitta per lo Stato e per la società».
L’appello delle associazioni: «non solo numeri, ma persone»
Le associazioni che si occupano di tutela delle donne accolgono con prudenza i dati. Dal fronte dell’attivismo arriva un messaggio chiaro: «la diminuzione delle vittime non deve farci dimenticare le storie dietro i numeri. Serve continuità nei fondi, protezione reale e un cambiamento culturale profondo».
Gli esperti ricordano infatti che il contrasto alla violenza di genere passa non solo attraverso le sanzioni penali, ma anche tramite educazione, prevenzione e supporto psicologico alle vittime e ai potenziali autori di reato.