Bruxelles, 18 Ottobre 2025 – A poco più di un mese dalla Cop11 – la Conferenza delle Parti sul controllo del tabacco promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità, in programma a Ginevra dal 17 al 22 novembre – si infiamma il dibattito sulla posizione che l’Unione europea porterà al tavolo delle trattative.
Secondo il quotidiano tedesco Bild, un documento preparatorio del Consiglio dell’Ue sosterrebbe il divieto di sigarette con filtro e di prodotti elettronici a base di tabacco, in linea con le raccomandazioni di un gruppo di studio dell’Oms.
Nel testo, si legge che: «un divieto di produzione, importazione, distribuzione e vendita di sigarette con filtro costituirebbe un importante contributo alla riduzione del consumo di tabacco». E ancora: «Il divieto delle sigarette elettroniche rappresenterebbe un’ulteriore opzione regolatoria».
Le motivazioni alla base sarebbero sia di tutela della salute pubblica, sia ambientali, in particolare per ridurre l’inquinamento causato dai filtri in plastica che contaminano acque e suolo. Ma non mancano le polemiche: una scelta di questo tipo, secondo alcuni, metterebbe a rischio la salute dei fumatori riportandoli a prodotti più dannosi, come le sigarette senza filtro.
Bruxelles divisa: incertezza sulla linea ufficiale
In precedenza, la Commissione europea, interpellata da Die Welt, aveva dichiarato di «non avere intenzione di vietare l’utilizzo dei filtri nei prodotti del tabacco», alimentando dubbi sulla coerenza della posizione europea. Il tema sarà affrontato il 21 ottobre dal gruppo di lavoro del Consiglio “Public Health Working Party”, dove si cercherà una linea comune tra gli Stati membri.
L’Italia, principale produttore europeo di tabacco in foglia, ha espresso forti preoccupazioni per le ricadute economiche. La filiera coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori:
54.000 nelle rivendite (tabaccai)
40.000 agricoltori
20.000 tra industria e servizi
La Fit – Federazione italiana tabaccai, tramite il presidente Mario Antonelli, ha sostenuto che: «Queste ipotesi regolatorie sono gravemente lesive non solo della potestà normativa dei singoli Stati dell’Unione, ma anche della libertà individuale dei cittadini e della libertà d’impresa». Inoltre ha ricordato: «il modello italiano può ben essere portato ad esempio alla Conferenza delle Parti di Ginevra e ai prossimi appuntamenti europei».
Il confronto interno all’UE sarà determinante per capire se Bruxelles sosterrà un approccio radicale al controllo del tabacco, come auspicato da Paesi come Germania, Francia, Belgio e Paesi Bassi, o se prevarrà una linea più equilibrata, attenta anche alla tutela delle filiere legali e del lavoro.