Bruxelles, 12 Ottobre 2025 – L’Unione europea ha avviato oggi l’attuazione graduale del Sistema di ingresso/uscita (EES, Entry-Exit System), un innovativo meccanismo elettronico per il controllo automatizzato delle frontiere esterne. Si tratta di un passaggio epocale nel modo in cui l’Europa gestisce i flussi migratori e turistici, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e contrastare l’immigrazione irregolare.
Il nuovo sistema, che sarà pienamente operativo entro il 10 aprile 2026, prevede la registrazione elettronica di ogni cittadino di Paesi terzi che entra nell’area Schengen. Al primo accesso, i viaggiatori dovranno scansionare il passaporto, rilevare le impronte digitali e scattare una fotografia. I dati saranno poi archiviati in un database comune dell’Unione europea, sostituendo i tradizionali timbri sul passaporto.
Secondo quanto spiegato dal commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione, Magnus Brunner, «il sistema di ingresso/uscita è la spina dorsale digitale del nostro nuovo quadro comune europeo in materia di migrazione e asilo». Inoltre ha sottolineato che «ogni cittadino di un Paese terzo che attraversa la frontiera esterna sarà soggetto alla verifica dell’identità, ai controlli di sicurezza e alla registrazione nelle banche dati dell’Ue».
Un periodo di transizione di sei mesi
L’implementazione dell’EES avverrà in modo graduale, per consentire agli Stati membri e agli operatori di adattarsi alle nuove procedure. «Il periodo di attuazione di sei mesi dà agli Stati membri, ai viaggiatori e alle imprese il tempo di adattarsi senza problemi alle nuove procedure», ha aggiunto Brunner.
Durante questa fase di transizione, le autorità nazionali installeranno le apparecchiature necessarie nei valichi di frontiera, negli aeroporti e nei porti internazionali, mentre il personale sarà formato per gestire il nuovo sistema digitale.
Obiettivi: sicurezza e lotta alle frodi
L’obiettivo principale dell’EES è identificare i soggiornanti fuori termine, contrastare le frodi di identità e migliorare il monitoraggio dei flussi migratori. Grazie al sistema automatizzato, l’Ue punta a rendere più efficiente la gestione dei dati e a ridurre i tempi di attesa ai confini.
Il programma si applicherà a tutti gli Stati membri dell’Ue, ad eccezione di Irlanda e Cipro, e includerà anche Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.