Roma, 10 Ottobre 2025 – Dopo 735 giorni di guerra è entrato ufficialmente in vigore il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, ratificato nella notte dal Governo israeliano come stabilito dal documento siglato in Egitto nella giornata di ieri. Cinque i ministri di destra vicini ai partiti del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich che hanno votato a sfavore dell’accordo.
La tregua a Gaza sarà monitorata da una task force congiunta di 200 soldati statunitensi e militari provenienti da Egitto, Qatar, Turchia e probabilmente Emirati Arabi, come riferito da un alto dirigente della Casa Bianca che ha aggiunto che lo Us Central Command stabilirà un centro di coordinamento civile-militare in Israele per facilitare il flusso degli aiuti umanitari.
Il primo a darne notizia è stato il presidente statunitense Donald Trump che in un post su Truth da definito la notizia come “la fine della guerra”. Il tycoon che domenica volerà in Medio Oriente per partecipare alla cerimonia ufficiale sull’intesa, qui, potrebbe rivendicare il successo diplomatico raggiunto.
L’accordo
L’accordo di Israele e Hamas per il cessate il fuoco a Gaza prevede il ritiro entro 24 ore dell’Idf fino alla cosiddetta “Linea Gialla” tracciata sulle mappe dell’accordo stesso. La liberazione da parte di Hamas dei 20 ostaggi israeliani ancora in vita entro 72 ore (secondo fonti di Israele questo potrebbe accadere tra domenica e lunedì). La liberazione di 250 prigionieri palestinesi condannati all’ergastolo e 1.700 abitanti di Gaza detenuti dopo l’attacco del 7 ottobre del 2023.
Per quanto riguarda gli aiuti umanitari potranno entrare nella Striscia di Gaza fino a 600 camion giornalieri.
«Gli Usa saranno parte della ricostruzione di Gaza» aveva affermato Trump in una intervista a Fox News parlando della prima fase.
Ombre sulla tregua
Nonostante l’entrata in vigore del cessate il fuoco, secondo le autorità locali Gaza è stata teatro di bombardamenti da parte dell’Idf che ha colpito con droni e artiglieria le zone di Khan Younis e Gaza City, mentre secondo l’esercito israeliano Hamas avrebbe ucciso, poco prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco, un soldato riservista.