Bruxelles, 8 Ottobre 2025 – L’Unione europea sta esaminando una proposta finalizzata a limitare gli spostamenti dei diplomatici russi all’interno del territorio comunitario, nell’ambito del 19° pacchetto di sanzioni nei confronti del Cremlino. Il documento, che è stato sottoposto a un attento esame da parte di diverse testate europee, prevede l’obbligo per il personale delle missioni diplomatiche e consolari russe (inclusi familiari e staff tecnico) di notificare con almeno 24 ore di anticipo ogni viaggio o transito in un altro Stato membro diverso da quello di accreditamento.
Obiettivo: prevenire abusi e spionaggio
Secondo il Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), i diplomatici russi sono «spesso coinvolti in attività che contribuiscono all’aggressione contro l’Ucraina», come la diffusione di propaganda o operazioni di disinformazione coordinate. Limitare i loro movimenti, sostiene il Seae, ridurrebbe i rischi di manipolazione dell’opinione pubblica e di spionaggio sotto copertura diplomatica.
Le nuove regole consentirebbero ai Governi nazionali di autorizzare o negare l’ingresso degli inviati russi in base a criteri di sicurezza. Bruxelles assicura che la misura non violerebbe la Convenzione di Vienna del 1961. Poiché non limiterebbe gli spostamenti nel Paese ospitante né ostacolerebbe i rientri in Russia. «È un passo avanti nella giusta direzione», ha dichiarato un alto diplomatico dell’Ue, sottolineando che «agire ora è meglio che attendere un nuovo incidente».
La spinta di Praga e la cautela di alcuni Paesi
La Repubblica Ceca è tra i principali sostenitori della proposta. Praga ha più volte denunciato le attività ibride russe, dai cyberattacchi alle campagne di disinformazione. Il ministro degli Esteri Jan Lipavský ha già imposto il divieto d’ingresso ai diplomatici russi privi di accreditamento ufficiale: «Le operazioni di sabotaggio sono in aumento e non rischieremo agenti sotto copertura diplomatica. Diamo l’esempio e continuerò a spingere per regole più rigide a livello Schengen».
Fino a pochi mesi fa, diversi Stati membri si ponevano sulla difensiva, in quanto temevano di compromettere i canali diplomatici con Mosca. Ora però il clima è cambiato: la proposta del Seae ha ricevuto un’accoglienza favorevole in molte Capitali europee, anche se la sua approvazione richiederà l’unanimità dei 27.
Verso il nuovo pacchetto di sanzioni
I negoziati sul 19° pacchetto di misure contro la Russia proseguiranno mercoledì a Bruxelles. Alcuni Paesi, come la Slovacchia di Robert Fico, non si oppongono nel merito ma chiedono compensazioni economiche per sostenere la transizione energetica dopo l’addio ai combustibili russi. Se approvata, la misura segnerebbe la prima limitazione europea sistematica ai movimenti dei diplomatici russi, un segnale politico estremamente forte, che riflette la crescente diffidenza dell’Ue verso la rete diplomatica di Mosca e il suo ruolo nelle operazioni di influenza e spionaggio sul suolo europeo.