Tregua a Gaza: Witkoff e Kushner arrivati in Egitto

 

Sharm el-Sheikh, 8 Ottobre 2025 – Si intensificano i negoziati per il cessate il fuoco a Gaza. Dopo i due round tecnici tra Israele e Hamas l‘attenzione si sposta sui negoziatori di alto profilo con l’arrivo in Egitto dell’inviato speciale Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff e il genero-consigliere Jared Kushner, i principali artefici e promotori del piano in 20 punti proposto dal presidente statunitense Donald Trump per la fine della guerra tra Israele e Hamas e che prevede il ritiro graduale di Israele dalla Striscia di Gaza e la liberazione di tutti gli ostaggi ancora nelle mani del gruppo paramilitare entro 72 ore dall’inizio della tregua.

Secondo quanto riferito a Channel 12 (l’emittente più importante in Israele) da una fonte rimasta anonima informata sulle trattative in corso, i negoziatori statunitensi non si fermeranno più di un paio di giorni, tre al massimo e la firma del negoziato dovrebbe arrivare entro la fine della settimana, salvo sorprese. Se le parti non raggiungeranno un accordo gli Usa potrebbero proporre un compromesso finale che suonerebbe come un ultimatum “prendere o lasciare“.

Oltre Witkoff e Kushner sono attesi anche il premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani e il capo negoziatore israeliano Ron Dermer.

Le posizioni

Siamo in giorni decisivi“, scrive in una nota il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sottolineando che l’obiettivo èil ritorno tutti gli ostaggi, l’eliminazione del dominio di Hamas e la garanzia che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele.  Rimarremo uniti” – conclude – “e insieme, con l’aiuto di Dio, vinceremo”.

Intanto da Hamas sembrano emergere segnali di apertura per la consegna delle armi a un comitato egiziano-palestinese mentre respingono l’ipotesi di un comitato di transizione internazionale guidato da Tony Blair, figura controversa per il suo ruolo nella guerra in Iraq. Per quanto riguarda il futuro di Gaza propongono un negoziato con l’Autorità nazionale palestinese parallelo a quello con Israele e chiedono che l’accordo finale sia garantito dagli sponsor arabi e da Donald Trump.

«Siamo venuti con l’obiettivo diretto di porre fine alla guerra, scambiare i prigionieri e liberare i detenuti israeliani» afferma il capo delegazione di Hamas, Khalil Al-Hayya.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *