Kiev lancia l’allarme: “A Zaporizhzhia rischio catastrofe nucleare”

 

Kiev, 7 Ottobre 2025 – Il Governo ucraino ha lanciato un nuovo e grave allarme riguardo alla sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, situata in una zona occupata dalle forze russe. In una nota ufficiale diffusa dal ministero degli Esteri di Kiev e riportata dall’agenzia Ukrinform, si parla apertamente di una situazione “estremamente pericolosa” a causa dei continui bombardamenti nelle immediate vicinanze dell’impianto.

Secondo il comunicato, tali attacchi rappresentano una “deliberata provocazioneda parte della Russia, che “dimostra ancora una volta il suo completo disprezzo per il diritto internazionale, la Carta dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e i sette pilastri fondamentali della sicurezza nucleare”.

L’Aiea ha confermato di aver registrato numerosi raid e colpi d’artiglieria attorno al sito nella giornata di ieri, sottolineando il crescente rischio di un incidente che potrebbe avere conseguenze devastanti per tutto il Continente europeo.

Kiev ha inoltre espresso particolare preoccupazione per la situazione energetica della centrale, che da quasi due settimane risulta priva di alimentazione esterna stabile. Gli operatori sono costretti ad affidarsi a forniture temporanee e instabili, un fattore che aumenta ulteriormente il rischio di un guasto ai sistemi di raffreddamento, fondamentali per mantenere sotto controllo i reattori nucleari.

La creazione intenzionale di rischi intorno a Zaporizhzhia minaccia una catastrofe nucleare su scala continentale“, ha dichiarato il ministero, ribadendo l’appello alla comunità internazionale affinché “imponga alla Russia il rispetto delle convenzioni internazionali e garantisca l’accesso dell’Aiea a tutte le strutture sensibili dell’impianto”.

Orbán contro Zelensky: “Nessun obbligo morale di sostenere l’Ucraina nell’Ue”

Sul fronte politico, si è accesa una nuova polemica tra Budapest e Kiev. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha pubblicato un duro messaggio su X, rivolto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, respingendo con fermezza ogni pressione legata al processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. “Con tutto il rispetto, l’Ungheria non ha alcun obbligo morale di sostenere l’adesione dell’Ucraina all’Ue“, ha scritto. “Nessun Paese ha mai usato il ricatto per entrare nell’Unione, e non accadrà nemmeno questa volta. Il Trattato sull’Unione europea è chiaro: l’adesione è decisa all’unanimità dagli Stati membri”.

Il premier ungherese ha poi accusato Zelensky di usare la “solita tattica del ricatto morale” per ottenere consenso internazionale e di voler “decidere cosa sia meglio per gli ungheresi”.

Orbán ha infine ricordato che “il popolo ungherese ha già detto no, con larga maggioranza, all’adesione tramite un referendum” e ha invitato Kiev a rivedere la propria strategia comunicativa: “se desidera cambiare questa situazione, la campagna mediatica che sta conducendo contro l’Ungheria non è certo il modo migliore per farsi degli amici”.

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