Bruxelles lancia la mini e-car per sfidare l’avanzata cinese

Bruxelles, 7 Ottobre 2025 – L’Unione europea si prepara a rispondere alla supremazia cinese nel mercato delle auto elettriche, realizzando una mini ecar a basso costo prodotta interamente nel cuore di Bruxelles. La nuova vettura, sviluppata con il sostegno della Commissione e di un consorzio di costruttori continentali, ha l’obiettivo di offrire un’alternativa accessibile e “Made in Ue” ai modelli importati da Pechino, che purtroppo stanno dominando il mercato europeo.

L’Europa insegue la Cina

Si ricorda che nel 2024, le auto elettriche provenienti dalla Cina, hanno rappresentato il 55% delle vetture importate nell’Unione, contro il 48% dell’anno precedente. A seguire, la Corea del Sud (16%), il Giappone e gli Stati Uniti (entrambi al 9%). Complessivamente, Bruxelles ha speso oltre 42 miliardi di euro per importazioni di veicoli elettrici e ibridi, a fronte di esportazioni per circa 57 miliardi. Dati che segnalano una crescente dipendenza dall’industria asiatica e spingono l’Europa ad accelerare sul fronte della produzione interna.

Proprio in questa direzione si muove l’iniziativa della mini e-car, pensata per rendere la transizione elettrica più accessibile ai consumatori e più sostenibile per i costruttori europei. L’obiettivo preminente è di ridurre i costi di produzione, accorciare le filiere e rafforzare l’autonomia industriale del Continente, in linea con la strategia della “sovranità tecnologica” invocata da Bruxelles.

Italia e Germania: “Basta ideologia, serve pragmatismo”

In una lettera congiunta inviata a Ursula von der Leyen, gli esecutivi di Italia e Germania chiedono “responsabilità, pragmatismo e visione” allo scopo di correggere la rotta del Green Deal e di rendere la transizionerealistica e competitiva“. Il ministro italiano Adolfo Urso e la sua omologa tedesca Katherina Reiche, in particolare, hanno avvisato sui possibili pericoli: «mentre Bruxelles discute, la concorrenza globale corre».

Secondo l’Osservatorio Sunrise, il mercato europeo rischia di imboccare la strada opposta a quella verde: tra il 2019 e il 2024 le vendite di auto a benzina e diesel sono cresciute del 3,5%, facendo aumentare del 2,9% le emissioni di CO₂. Dati che mettono in discussione la fattibilità dello stop ai motori tradizionali previsto per il 2035.

Verso una revisione del regolamento CO₂

Il Parlamento europeo si prepara ora a riaprire il dibattito sulla normativa. Bruxelles sta avviando la valutazione d’impatto per aggiornare il regolamento sulle emissioni, con l’obiettivo di concludere la revisione entro fine anno.

La nuova linea dovrebbe introdurre una maggiore “neutralità tecnologica, garantendo spazio non solo all’elettrico ma anche a carburanti sintetici, idrogeno e ibridi plug-in. Una via di mezzo che permetterebbe all’industria automobilistica europea di restare competitiva – e al tempo stesso più autonoma da Pechino.

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