Milano, 30 Settembre 2025 – San Siro sarà venduto a Milan e Inter per 197 milioni di euro (comprese le aree circostanti ai club) per realizzare il nuovo impianto sportivo. L’ok del Consiglio comunale di Milano arriva dopo una lunga e accesa seduta durata quasi dodici ore e conclusasi intorno alle 4 del mattino con 24 sì e 20 contrari. Assente Forza Italia eccezion fatta per il consigliere dissidente Alessandro De Chirico che ha votato contro la vendita.
Soddisfatta la vicesindaca Anna Scavuzzo che parla di «una nuova pagina per Milano» e della «soddisfazione per la prospettiva di trasformare l’area di San Siro». Mentre il primo cittadino Giuseppe Sala, presente durante la seduta, non ha voluto, per il momento, commentare la questione.
Il progetto
Le due squadre costituiranno una società veicolo che firmerà gli accordi di partecipazione con il Comune versando un anticipo di circa 70 milioni di euro saldando però prima il debito contratto per circa 20 milioni in lavori di manutenzione straordinaria non eseguito sul Meazza.
Dopo aver ospitato la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026, San Siro sarà abbattuto a cent’anni dalla sua apertura per lasciare spazio al nuovo stadio firmato da Norman Foster. I lavori per la sua realizzazione dovrebbero concludersi per gli Europei del 2032 e inizieranno ufficialmente nel 2027 a partire dallo spostamento del Tunnel Patroclo a carico del Comune. Inoltre si procederà alla realizzazione delle aree verdi che saranno mantenute da Inter e Milan, di edifici commerciali e di un albergo. Tutto sarà ultimato tra il 2034 e il 2035.
La questione ambientale
Stando alle prime stime la nuova area dovrebbe attirare oltre 11 milioni di visitatori all’anno generando un impatto economico di circa 3 miliardi di euro, (circa 900 milioni sul quartiere) e nuovi posti di lavoro. Contrariamente però desta non poche preoccupazioni dal punto di vista ambientale: alcuni studi parlano di circa 400mila tonnellate di CO2 che porterebbe l’inquinamento cittadino ai livelli del 2010. Ad aggravare la questione i 50 anni di tempo che Milan e Inter si sono dati per recuperare la neutralità carbonica dell’operazione, con l’ok del Comune, che di fatto pone dei paletti all’obiettivo di ridurre entro il 2030 il 45% delle emissioni di CO2.