New York, 19 Settembre 2025 – Gli Usa hanno posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva il cessate il fuoco permanente nella Striscia di Gaza, il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e la rimozione delle restrizioni sugli aiuti umanitari.
Il testo, presentato da 10 membri non permanenti e supportato da 14 Stati su 15, sollecita Israele a revocare in maniera immediata le restrizioni sugli aiuti umanitari garantendone una consegna sicura e priva di ostacoli, ponendo l’accento sulla situazione di crisi in cui versa la popolazione di Gaza.
Gli Usa hanno motivato la decisione di imporre il veto spiegando che il testo della risoluzione Onu non condanna esplicitamente Hamas e traccia inoltre un “falso parallelo“ tra Israele e il gruppo palestinese. «La guerra potrebbe finire oggi se solo Hamas rilasciasse tutti gli ostaggi» ha commentato una rappresentate americana definendo «inaccettabile» il documento.
Le reazioni
La decisione Usa ha suscitato diverse reazioni da parte dei membri del Consiglio: l’ambasciatore cinese Fu Cong ad esempio ha espresso profonda delusione invitando gli States ad allinearsi con la comunità internazionale per lavorare a una soluzione condivisa. «Quante vite si devono ancora perdere perché si arrivi al cessate il fuoco?» chiede. Dalla Francia il presidente Emmanuel Macron, fermo nella decisione di riconoscere lunedì lo Stato di Palestina, ha duramente criticato la recente operazione militare israeliana definendola «controproducente» e «un fallimento che sta distruggendo l’immagine e la credibilità di Israele agli occhi del Mondo».
Intanto, fanno discutere le dichiarazioni del sindaco di New York, Eric Adams che, durante una conferenza stampa, ha dichiarato che tra i tanti leader che incontrerà lunedì in vista dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, vedrà anche Benjamin Netanyahu e che non ci sarà alcun arresto. «C’è una cosa chiamata immunità diplomatica» ha specificato Adams. Al contrario, il candidato sindaco Zohran Mamdani ha dichiarato che risponderebbe al mandato di cattura emesso dalla Corte penale internazionale, facendo arrestare il primo ministro israeliano, nonostante la Corte non abbia giurisdizione negli Usa.