Gaza, Hamas: “un milione di civili rifiuta lo sfollamento”

 

Gaza, 17 Settembre 2025 – Nella Striscia di Gaza l’offensiva dell’esercito israeliano entra in una nuova fase critica, soprattutto dopo l’ultima operazione di terra costata la vita ad almeno 106 persone. Oltre un milione di civili palestinesi si rifiutano di abbandonare l’enclave per trovare rifugio verso sud. A confermare la notizia l’ufficio stampa del Governo di Hamas che parla di un’inversione di marcia dei palestinesi con circa 15mila persone che fanno ritorno a Gaza City spinte dall’insostenibilità delle condizioni di vita nelle aree meridionali.

Contestualmente Hamas denuncia che Israele ha bombardato l’ospedale pediatrico Al-Rantisi a Gaza, costringendo i pazienti alla fuga. “Questo crimine riafferma la politica sistematica dell’occupazione di bloccare il sistema sanitario”, scrivono in un comunicato diffuso dai media locali in cui precisano che Al-Rantisi è l’unico ospedale specializzato nella Striscia e offre servizi di oncologia, dialisi e altre specializzazioni come malattie respiratorie e digestive, oltre a ospitare 80 pazienti in cura, quattro unità di terapia intensiva pediatrica e otto unità di terapia intensiva neonatale”.

Proteste a Gerusalemme

Clima teso anche a Gerusalemme dove la polizia è dovuta intervenire per disperdere alcuni manifestanti accampati di fronte la residenza privata del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, stanchi della situazione e critici verso la gestione della questione degli ostaggi e l’operazione a Gaza City. Nei numerosi video diffusi in queste ore dai media, si vedono gli agenti di polizia allontanare uno a uno i manifestanti tra cui anche molti familiari delle persone ancora in ostaggio di Hamas. Contestualmente dal ministero degli Esteri di Israele, un portavoce replica al rapporto della commissione indipendente dell’Onu che accusa Israele di genocidio, affermando che gli esperti incaricati sono rappresentanti di Hamas e si basano “interamente su falsità ampiamente smentite”.

Reazioni internazionali

Dal Canada il ministero degli Esteri parla diuna operazione orribile che non fa altro che aggravare la crisi umanitaria oltre a mettere in pericolo gli ostaggi”, per questo chiede l’immediata fine del conflitto. Dal Regno Unito i deputati laburisti Simon Opher e Peter Prinsley criticano la decisione delle autorità israeliane di avergli impedito l’ingresso nel Paese: i due avrebbero dovuto visitare insieme a una delegazione, alcune organizzazioni tra cui Medical Aid for Palestinians.

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