L’Italia nello sviluppo di un caccia di sesta generazione

Roma, 9 settembre 2025 – L’Italia rafforza la propria posizione nel settore della difesa avanzata partecipando al Global Combat Air Programme (GCAP), progetto congiunto con Regno Unito e Giappone per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione destinato a entrare in servizio entro il 2035.

Secondo fonti internazionali, ai tre Paesi partner sono affidati ruoli tecnologici distinti: il Regno Unito guiderà lo sviluppo dei radar, il Giappone si occuperà delle comunicazioni satellitari, mentre l’Italia, attraverso Leonardo, avrà la responsabilità dei sistemi Infrared Search and Track (IRST). Questo comparto tecnologico consente di individuare e tracciare bersagli in maniera passiva, senza emissioni radar, aumentando la capacità di operare in scenari ad alta complessità.

L’Ue ha autorizzato il programma

A giugno 2025 è stata costituita la joint venture Edgewing, formata da BAE Systems (UK), Leonardo (Italia) e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. (Giappone). Edgewing avrà il compito di coordinare la progettazione, lo sviluppo e la gestione dell’intero ciclo di vita del velivolo, con un orizzonte operativo che si estende fino al 2070 e oltre.

Il cronoprogramma del GCAP prevede tre tappe principali:

  • avvio formale della fase di sviluppo entro la fine del 2025;

  • volo di un prototipo dimostrativo nel 2027;

  • entrata in servizio del nuovo caccia entro il 2035.

La Commissione europea ha già dato il via libera al programma, confermando che la collaborazione non solleva criticità in termini di concorrenza interna al mercato unico. Parallelamente, resta aperta la discussione sull’eventuale ingresso di nuovi partner. Tra le ipotesi figura l’Arabia Saudita, anche se la decisione spetta ai Governi e richiederà valutazioni politiche e diplomatiche.

Per l’Italia, la leadership nel settore IRST rappresenta un riconoscimento delle competenze nazionali nel campo dell’elettronica avanzata per la difesa. Il GCAP avrà ricadute rilevanti non solo sul posizionamento internazionale del Paese, ma anche sulla filiera industriale italiana, che potrà beneficiare di commesse e trasferimenti tecnologici di lungo periodo.

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