Parigi, 9 Settembre 2025 – La Francia si trova nuovamente nel pieno di una grave crisi politica culminata oggi con la rassegna delle dimissioni all’Eliseo del premier François René Jean Lucien Bayrou (in carica da meno di 9 mesi) colpito da un voto di sfiducia dei parlamentari, divenendo così il quinto primo ministro a dimettersi dall’inizio del secondo mandato Macron del 2022, marcando in maniera netta l’instabilità che sta attraversando l’esecutivo francese.
Possibili successori
Dalle prime ore dal voto di sfiducia di Bayrou hanno iniziato a circolare voci sul possibile successore che dovrà guidare la Francia fino alle elezioni del 2027. Tra questi Catherine Vautrin, ministro del Lavoro e della Salute; Yaël Braun-Pivet, presidente dell’Assemblea nazionale che si propone di guidare una coalizione; Xavier Bertrand esponente dei Républicains; Oliver Faure, l’autocandidato leader socialista. Tra questi però secondo gli esperti spicca il nome di Sebastiano Lecornu, ministro della Difesa che sembra essere il favorito dall’inquilino dell’Eliseo.
La causa scatenante
Bayrou aveva richiesto la fiducia per la manovra finanziaria da lui supportata e che aveva destato non poche polemiche in Francia, con 44 miliardi di euro di tagli tra riduzione dei giorni festivi e la discussa riforma pensionistica. Questione conclusa con 364 contrari e 194 favorevoli, un danno di immagine considerevole per la quinta Repubblica considerata il simbolo della stabilità.
«Avete il potere di rovesciare il Governo, ma non avete quello di cancellare la realtà. Rimarrà inesorabile, la spesa continuerà ad aumentare e il peso del debito, già insostenibile, diventerà sempre più pesante e costoso», aveva dichiarato Bayrou parlando davanti all’Assemblea nazionale.
Un cambio accelerato
Intanto la sinistra avanza l’ipotesi di presentare una mozione per destituire il presidente Emmanuel Macron e sale la pressione per la necessità urgente di trovare un successore di Bayrou in tempi brevi, sia per ragioni politiche che in vista delle numerose manifestazioni di piazza previste in Francia per questo mese. Già domani infatti è prevista la “Bloquons tout” (Blocchiamo tutto) nata su internet e ritenuta dagli esperti una delle più radicali degli ultimi anni e che precede quella sindacale del 18 settembre.
«Serve con urgenza la nomina di un primo ministro anche per contestare eventuali possibili disordini» dichiara il ministro dell’Interno e presidente dei Républicains, Bruno Retailleau premendo sulla delicatezza del momento al quale si aggiunge l’atteso report dell’agenzia Fitch che potrebbe menzionare il taglio del rating della Francia, inasprendo le tensioni dei mercati finanziari.