La Global Sumud Flotilla salpa verso Gaza

 

Genova, 1 Settembre 2025 – Da Genova e Barcellona è salpata la flotta della Global Sumud Flotilla, composta da circa settanta piccole imbarcazioni a vela cariche di aiuti umanitari, che puntano a rompere il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza. “Mentre il Mondo tace, noi salpiamo” lo slogan della missione umanitaria che si prefigura come una delle più ambiziose e partecipate della storia con oltre 500 attivisti a bordo provenienti da 44 Paesi.

Tra i tanti volti che hanno aderito troviamo l’ex sindaco di Barcellona Ada Colau, il brasiliano Thiago Avila arrestato da Israele in una missione umanitaria precedente, l’attivista palestinese Saif Abukeshek che ha contribuito all’organizzazione, Maria Elena Delia storica militante italiana per la causa palestinese che guida la flotta italiana e l’attivista ambientale Greta Thunberg che ha puntato il dito contro i Governi denunciando il fallimenti per non aver prevenuto il genocidio.

«È terrificante vedere come le persone continuino le loro vite mentre guardano un genocidio in diretta dai cellulari» ha dichiarato la Thunberg prima di salpare. Mentre Ada Colau ha rivendicato la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele durante il suo mandato e ha esortato le istituzioni europee a fare lo stesso: «non ci arrenderemo. A rischio ci sono le vite dei palestinesi e il futuro dell’umanità».

Prossime tappe

Gli attivisti a bordo della Flotilla hanno ricevuto istruzioni su come comportarsi in caso di ispezione da parte della marina israeliana: nessuna resistenza, nessun contatto fisico o verbale. Hanno anche avuto elenchi di avvocati in caso di detenzione. Le precedenti missioni sono state spesso bloccate, con arresti, espulsioni e, nel caso tragico del 2010, dieci morti.

Maria Elena Delia ha dichiarato: «Sappiamo a cosa andiamo incontro. Ma questa è anche una missione politica. Vogliamo consegnare gli aiuti e rompere il silenzio». Il 4 settembre nuove imbarcazioni si uniranno alla Flotilla da Tunisia, Sicilia e Grecia dirette a Gaza. L’arrivo nelle acque territoriali israeliane è previsto intorno al 14-15 settembre. L’obiettivo è chiaro: rompere l’assedio via mare, aprire un corridoio umanitario e porre fine al genocidio in corso del popolo palestinese, come affermano gli organizzatori.

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