Kiev, 24 Agosto 2025 – L’Ucraina ha svelato il missile a lungo raggio Flamingo, un’arma che potrebbe cambiare gli equilibri sul fronte della guerra. Anche se le specifiche tecniche ufficiali non sono ancora diffuse, diverse fonti indicano che il nuovo ordigno sia già in fase di produzione e che sarebbe utilizzato in azioni militari contro obiettivi in territorio russo.
La nascita del progetto
La prima immagine del missile è stata realizzata dal fotografo ucraino Efrem Lukatsky il 14 agosto, mentre il vettore veniva assemblato negli hangar della startup aerospaziale Fire Point. Pochi giorni dopo, il 18 agosto, i media ucraini hanno pubblicato un video che mostrava il lancio di prova del nuovo sistema d’arma, confermando che il progetto era ormai uscito dalla fase sperimentale.
Il soprannome Flamingo deriva dalle prime versioni del missile che erano dipinte di un insolito colore rosa, frutto di un errore tecnico in fabbrica. L’anomalia cromatica, diventata subito un segno distintivo, ha convinto gli sviluppatori ad adottare il nome dell’elegante fenicottero.
Caratteristiche tecniche
Secondo il portale United24 Media, il design del Flamingo richiama da vicino l’FP-5, un missile sviluppato dal gruppo britannico Milanion e presentato alla fiera internazionale della difesa Idex 2025 di Abu Dhabi.
L’FP-5 dispone di una testata da 1.000 kg, un raggio massimo di 3.000 chilometri, peso al decollo di circa sei tonnellate, apertura alare fissa di sei metri e una velocità massima di 900 km/h. Il sistema di guida integra la navigazione satellitare con protezione contro la guerra elettronica. Gli analisti ipotizzano che il missile ucraino Flamingo possa presentare parametri simili, con una differenza sostanziale: la capacità di trasportare una testata da 1.150 chili, rendendolo più potente di molti missili da crociera in circolazione.
Il dato che più colpisce è la gittata di 3.000 km, che garantisce a Kiev la possibilità di colpire obiettivi ben oltre la portata delle attuali armi a lungo raggio in dotazione alle forze ucraine. In termini strategici, questo significa che infrastrutture militari e logistiche russe, fino ad ora considerate fuori tiro, potrebbero diventare vulnerabili. L’arma, inoltre, è progettata per essere lanciata da piattaforme mobili, una caratteristica che ne aumenta la sopravvivenza sul campo riducendo la probabilità di essere intercettata e distrutta dalle forze russe.
Produzione e prospettive future
Secondo il settimanale ucraino Dzerkalo Tyzhnia, l’azienda Fire Point starebbe producendo attualmente un missile al giorno, con l’obiettivo di arrivare a sette entro ottobre. In prospettiva, l’Ucraina punta a raggiungere una produzione mensile di circa 50 unità. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la produzione su larga scala del Flamingo potrebbe iniziare entro febbraio, consolidando così la capacità difensiva e offensiva del Paese.
Le stesse fonti riportano che il Flamingo sia già stato usato in combattimento, ottenendo successi contro obiettivi situati in territorio russo. Se confermata, questa informazione rappresenterebbe una svolta importante, dimostrando l’efficacia immediata di un sistema d’arma nato da una startup nazionale e sviluppato in tempi record.