Nessun accordo alla conferenza Onu sulla plastica

Ginevra, 15 Agosto 2025 – Dopo giorni di intensi negoziati, la sessione finale del Comitato intergovernativo di negoziato (INC-5.2), svoltasi dal 5 al 15 agosto 2025 al Palais des Nations a Ginevra, si è conclusa senza il tanto atteso accordo vincolante sul trattato globale per combattere l’inquinamento da plastica.

Il nodo principale è emerso sul tema del controllo della produzione di plastica: l’Unione europea e diversi piccoli Stati insulari chiedevano limiti vincolanti, ma si sono scontrati con l’opposizione di Paesi petrolchimici come Stati Uniti, Arabia Saudita e Kuwait, che puntano su misure volontarie e sul miglioramento del riciclo. La spaccatura ha determinato l’assenza di un’intesa e l’annullamento di un testo finale condiviso.

La versione finale riconosce la natura “insostenibile” degli attuali livelli di produzione e consumo di plastica, ma non introduce alcun limite vincolante alla produzione.

Ue: «Passo avanti, ma non basta»

Jessika Roswall, commissario europeo per l’ambiente, ha definito il testo «un passo avanti» pur ammettendo che non risponde pienamente alle ambizioni dell’Unione europea. Bruxelles continuerà a spingere per un accordo «più forte e vincolante», in grado di affrontare l’intero ciclo di vita della plastica e ridurre sia i prodotti contenenti sostanze chimiche pericolose sia quelli monouso o a vita breve. Inoltre ha aggiunto che l’Ue continuerà a spingere per un accordo più forte e vincolante.

L’Arabia Saudita e il Kuwait hanno criticato le bozze, ritenendo che affrontino temi, come la produzione di plastica, al di fuori dell’ambito del trattato. Altri Paesi, come l’India e l’Iran, hanno insistito sulla necessità del consenso unanime per includere nuove proposte, mentre parte della comunità internazionale, inclusa Greenpeace, spinge per un sistema che permetta decisioni a maggioranza per evitare lo stallo.

Prossimi passi

Secondo l’Onu, i negoziati si rinnoveranno in una futura sessione, la cui data non è ancora stata fissata. Alcuni osservatori suggeriscono di superare la regola del consenso unanime, opzione però controversa. Intanto, l’Unep (programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) ribadisce l’impegno per continuare la battaglia contro l’inquinamento plastico.

La plastica oggi rappresenta una crisi globale, con oltre 460 milioni di tonnellate prodotte ogni anno e almeno 20 milioni solo nel mare. Solo il 910% viene riciclato, mentre microplastiche vengono rilevate in ecosistemi e corpi umani, con effetti sanitari gravi.

Ambiente e attivismo

Parallelamente alle trattative, l’artista canadese Benjamin Von Wong ha portato davanti al Palazzo delle Nazioni la sua installazione simbolica “The Thinker’s Burden“: una scultura monumentale che ritrae un uomo pensieroso appoggiato sulla Terra e avvolto da rifiuti plastici, con accenni al Dna e all’impatto sanitario della plastica. L’opera ha acceso l’attenzione dei media, dei delegati e dell’opinione pubblica, ricordando la gravità delle conseguenze dell’inerzia.

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