Islamabad, 15 Agosto 2025 – Le piogge torrenziali che hanno colpito il Pakistan settentrionale e il Kashmir amministrato dall’India stanno provocando una catastrofe umanitaria senza precedenti. Dall’inizio della stagione dei monsoni a fine giugno, il bilancio delle vittime ha superato quota 430 morti, di cui quasi la metà sono bambini. Le precipitazioni hanno causato frane, crolli di edifici e inondazioni improvvise che hanno trasformato intere aree in scenari di distruzione.
Situazione drammatica
Nel Pakistan settentrionale, almeno 30 persone hanno perso la vita nelle ultime ore, portando il bilancio complessivo nel Paese a oltre 300 vittime. Secondo un portavoce dell’Autorità per la Gestione dei Disastri, molte sono morte quando le loro case sono crollate sotto la pressione dell’acqua o quando i veicoli sono stati travolti da frane. La maggior parte dei decessi si è registrata nella provincia montuosa di Khyber-Pakhtunkhwa, al confine con l’Afghanistan, una zona già fragile dal punto di vista idrogeologico. I villaggi isolati, le strade interrotte e la scarsità di mezzi di soccorso stanno aggravando ulteriormente la situazione, rendendo complicato l’arrivo degli aiuti.
Il Kashmir amministrato dall’India sta vivendo una tragedia parallela. Nella Città di Chashoti, nel distretto di Kishtwar – a circa 200 km da Srinagar – le forti piogge hanno causato almeno 60 morti e oltre 200 dispersi. Si tratta del secondo grave disastro nel Paese dall’inizio di agosto. Le inondazioni improvvise hanno trasformato le strade in fiumi impetuosi, devastando interi edifici e trascinando via veicoli. Video diffusi sui social media mostrano un impressionante muro di acqua, fango e detriti scendere dal fianco della montagna, travolgendo tutto ciò che incontra.
Difficoltà nei soccorsi
Le operazioni di ricerca e salvataggio sono in corso, con l’impiego di esercito e forze di polizia. Tuttavia, le squadre di soccorso stanno incontrando notevoli difficoltà a raggiungere le zone più remote, situate a centinaia di chilometri di distanza da Srinagar. Le infrastrutture sono state gravemente danneggiate e numerose strade risultano impraticabili a causa delle frane e della continua pioggia. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha assicurato che «tutta l’assistenza necessaria sarà fornita a chi ne ha bisogno», sottolineando l’impegno del Governo nell’affrontare l’emergenza.
Non è la prima volta che la Regione affronta simili disastri. Il 5 agosto, la Città himalayana di Dharali, nello Stato indiano dell’Uttarakhand, è stata colpita da violente alluvioni che hanno causato 70 morti. Gli esperti mettono in guardia: i cambiamenti climatici stanno intensificando la frequenza e la gravità delle piogge monsoniche, aumentando il rischio di frane e alluvioni improvvise nelle zone montuose.
Le autorità dei due Paesi temono che il bilancio delle vittime possa ancora salire nelle prossime ore, man mano che i soccorritori riescono a raggiungere le aree isolate dalle alluvioni. Intanto, migliaia di persone sono evacuate e trasferite in rifugi temporanei.