Londra, 14 agosto 2025 – In un momento geopolitico cruciale, il primo ministro britannico Keir Starmer ha ospitato il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy a Downing Street, in un gesto forte di solidarietà europea prima del summit atteso tra Donald Trump e Vladimir Putin in Alaska.
Un abbraccio simbolico
L’incontro è iniziato con un caloroso abbraccio tra i due leader, segno di vicinanza e sostegno reciproco. La scena ha poi lasciato spazio a un colloquio riservato dai toni seri, nell’ombra di possibili rinunce territoriali imposte all’Ucraina.
Starmer ha ribadito con forza che«i confini internazionali non devono essere mutati con la forza», e ha sottolineato la necessità di garanzie di sicurezza robuste per Kiev, da includere in qualsiasi ipotetico accordo di pace. Il primo ministro ha anche confermato che il Regno Unito è pronto a «aumentare la pressione»contro la Russia, inclusa l’ipotesi di nuove sanzioni se Mosca continuerà a rifiutare un cessate il fuoco.
Crescente preoccupazione per il vertice in Alaska
Nel frattempo, cresce il timore che il summit tra Trump e Putin possa escludere l’Ucraina, con possibili conseguenze drastiche per la sua sovranità. Zelensky ha espresso preoccupazione per possibili accordi «al di sopra» delle sue prerogative.
Ieri il presidente ucraino aveva partecipato a consultazioni virtuali con il capo della Casa Bianca e altri leader europei tra cui Macron e Merz, tentando di definire i contorni di un eventuale cessate il fuoco. Starmer ha elogiato gli sviluppi positivi emersi in quelle discussioni, sottolineando però l’importanza del ruolo attivo dell’Europa.
Nonostante l’impegno diplomatico, la guerra continua con forza: nei giorni scorsi, l’Ucraina ha subito attacchi da parte della Russia, mentre sono stati lanciati droni in risposta verso infrastrutture russe.
L’incontro tra Starmer e Zelensky comunica un messaggio chiaro: l’Europa non intende abbandonare l’Ucraina e la sua integrità territoriale rimane una linea non negoziabile. In attesa del vertice in Alaska, Londra si pone come pilastro della resistenza europea, pronta ad aumentare le pressioni se necessario e a difendere la voce di Kiev.