Egitto spinge per cessate il fuoco a Gaza

Milano, 13 Agosto 2025 – Il Governo egiziano ha annunciato di essere al lavoro, insieme a Qatar e Stati Uniti, allo scopo di ottenere un cessate il fuoco di sessanta giorni nella Striscia di Gaza. L’iniziativa arriva in un momento di forte intensificazione dei bombardamenti israeliani sulla città di Gaza, come riferito dalla difesa civile locale. Poco prima dell’annuncio del Cairo, due fonti palestinesi hanno confermato che una delegazione di Hamas era attesa in Egitto per incontrare mediatori impegnati a trovare una via d’uscita alla crisi. La missione, guidata dal capo negoziatore Khalil al Hayya, dovrebbe tenersi tra martedì e mercoledì, con l’obiettivo di discutere nuove proposte e valutare margini di compromesso.

Fallimento dei colloqui precedenti

A luglio, i negoziati indiretti condotti a Doha dai tre Paesi mediatori si erano conclusi senza risultati. Ora, dopo ventidue mesi di guerra, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è sottoposto a una crescente pressione interna ed esterna per porre fine al conflitto. L’impasse politica e militare sta spingendo Israele a considerare alternative, che fino a pochi mesi fa sembravano improbabili. Le richieste di porre fine alla crisi umanitaria a Gaza si moltiplicano a livello globale. Le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme su un rischio imminente di “carestia diffusa” tra la popolazione. Mentre il 13 agosto l’Unione europea e altri ventiquattro Paesi hanno parlato apertamente di una situazione di “carestia” già in atto. Nel loro comunicato, i Governi firmatari hanno affermato: “il disagio umanitario a Gaza ha raggiunto livelli inimmaginabili. Una carestia si sta svolgendo sotto i nostri occhi”, chiedendo un’azione “urgente” per fermare il disastro.

Il ruolo attivo del Cairo

Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha dichiarato che il Cairo sta lavorando “attivamente” con Doha e Washington per rilanciare la proposta iniziale di cessate il fuoco. Il piano prevede sessanta giorni di tregua, il rilascio di alcuni ostaggi israeliani e di detenuti palestinesi nonché la consegna senza restrizioni di aiuti umanitari e medici a Gaza. Fonti palestinesi vicine ai colloqui hanno riferito che i mediatori stanno mettendo a punto una nuova proposta per un accordo complessivo. Tra i punti centrali figurerebbe il rilascio “in un’unica soluzione” di tutti gli ostaggi ancora detenuti nella Striscia. Se approvato, questo schema potrebbe costituire la base per ulteriori negoziati finalizzati a un cessate il fuoco di più lungo termine.

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