Dazi, Trump intensifica le tariffe sul Canada al 35%

 

Washington, 1 Agosto 2025 – Nuova escalation tra Usa e Canada. Il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui aumenta i dazi (a partire dal 7 agosto) sulle importazioni canadesi, passando dal 25 % al 35 %.

Ciò in risposta alla dichiarazione del primo ministro canadese, Mark Carney, secondo cui Ottawa riconoscerà ufficialmente lo Stato di Palestina a settembre 2025. Aveva annunciato la decisione di procedere durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite prevista per settembre, a patto che l’Autorità palestinese attui riforme istituzionali, svolga elezioni democratiche nel 2026 e garantisca l’esclusione di Hamas dalla competizione elettorale, motivando tale decisione come una questione necessaria per porre l’attenzione sulla crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza, denunciando il concreto rischio di una catastrofe alimentare. Parlando invece della soluzione dei due Stati ha dichiarato che la prospettiva «stava letteralmente scomparendo davanti agli occhi».

La reazione Usa

La scelta canadese ha generato reazioni contrastanti. Mentre Israele ha espresso profonda delusione”, diversi Paesi europei come Francia, Spagna e Irlanda hanno espresso sostegno alla posizione di Ottawa, riconoscendo il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione “entro un quadro di legalità e riforma democratica”.

Questa però non è piaciuta a Donald Trump il quale sul suo social Truth ha affermato che questa decisione da parte del Canada renderà molto difficile la conclusione di un accordo commerciale favorevole con gli Usa”, firmando l’ordine esecutivo che innalza i dazi al 35 % sui beni canadesi non coperti dall’accordo Usmca, introducendo anche una tassa del 40 % sui prodotti transitati attraverso Paesi terzi al fine di evitare i dazi. Il tutto menzionando anche la necessità di contrastare il traffico di Fentanyl verso gli Usa. 

La decisione del Tycoon arriva all’indomani dell’incontro ritenuto dalla Casa Bianca “positivo” tra l’inviato speciale Usa Steve Witkoff e il premier israeliano Netanyahu per rilanciare i colloqui sulla tregua ma di cui non sono noti molti dettagli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *