Brasilia, 31 Luglio 2025 – «Difenderemo con determinazione la sovranità del popolo brasiliano». Queste le dichiarazioni del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva durante una cerimonia solenne a Brasilia in merito al drastico annuncio degli Usa sull’inasprimento dei dazi, oltre all’imposizione di sanzioni mirate contro un giudice della Corte Suprema del Paese Alexandre de Moraes.
«Non accetteremo imposizioni che minacciano la dignità e l’indipendenza del Brasile» prosegue Lula lanciando un messaggio diretto alla Casa Bianca, definendo la giornata come “giorno sacro della sovranità”.
Le tensioni tra i due Paesi sono aumentate dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo sui prodotti brasiliani fino al 50%, misura che, secondo le stime, potrebbe ridurre del 35% le esportazioni verso gli Usa già entro la fine dell’anno, con perdite superiori ai 5 miliardi di dollari.
Vieira: «Ingerenza inaccettabile»
Dura anche la replica del ministro degli Esteri Mauro Vieira che a nome del Governo Lula ha condannato apertamente le misure statunitensi, definendole «una inaccettabile ingerenza nella sovranità nazionale». Le sue parole sono arrivate dopo un confronto a Washington con il segretario di Stato americano Marco Rubio, nel tentativo di ricucire una ferita rimasta però non sanata. Il presidente brasiliano Lula intanto mantiene la sua posizione rifiutandosi in ogni modo di cedere alle pressioni dell’amministrazione Trump ribadendo che «non baratteremo la nostra indipendenza per favori economici né ci faremo intimidire da minacce camuffate da politiche commerciali».
Secondo analisti e fonti diplomatiche, il pacchetto di dazi e sanzioni rappresenta una ritorsione politica più che economica. Le nuove tariffe, infatti, colpiscono in modo selettivo, risparmiando alcuni settori strategici come ad esempio quello energetico e agricolo, penalizzando fortemente comparti dell’industria manifatturiera brasiliana.
Dietro lo scontro si intravede un conflitto ben più ampio: la volontà di Lula, insieme a Mosca e Pechino, di guidare i Brics verso un nuovo sistema economico globale, affiancato al dominio del dollaro. Una linea che Trump considera una minaccia diretta alla supremazia statunitense e alla sicurezza nazionale, come affermato nel decreto che estende la sospensione del trattamento “de minimis” per le spedizioni commerciali internazionali.