Londra, 30 Luglio 2025 – Dopo settimane di esitazioni, il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato, durante la visita all’assemblea generale delle Nazioni Unite, che il Regno Unito è pronto a riconoscere entro settembre lo Stato di Palestina.
Una decisione storica questa, presa sotto la spinta interna del partito Laburista, nonostante le pressioni contrarie provenienti dagli States, allineandosi di fatto alla Francia dove il presidente Emmanuel Macron lo scorso 25 luglio aveva dato lo stesso annuncio, cosa che porta la Gran Bretagna a diventare il secondo Paese del Consiglio di sicurezza dell’Onu nonché la seconda Nazione del G7 e la 149ª al Mondo a intraprendere questo percorso di riconoscimento.
Allo stesso tempo però Starmer ha sottolineato che potrebbe rivedere questa scelta solamente nel caso in cui «Israele compia passi sostanziali per porre fine alla spaventosa situazione a Gaza e accetti il cessate il fuoco» ponendo fine a una guerra che ha causato oltre 60mila morti e una crisi umanitaria senza precedenti nella Striscia.
«Abbiamo sempre detto che avremmo riconosciuto uno Stato palestinese nel momento in cui ciò potesse avere il massimo impatto sulla pace. Quel momento è ora» ha dichiarato il primo ministro chiedendo contestualmente ad Hamas di rilasciare gli ostaggi ancora detenuti e di disarmarsi completamente, così da non avere più alcun ruolo nel futuro assetto politico della Palestina.
La replica di Israele
Nel tentativo di ricucire l’asse europeo per la pace in Medio Oriente come quello attivo sul fronte ucraino, i ministri degli Esteri di Regno Unito, Francia e Germania (che punta a una soluzione negoziata) si recheranno in Israele per presentare la posizione comune sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la riapertura dei corridoi umanitari per l’ingresso degli aiuti internazionali.
Non si fa attendere la durissima replica del primo ministro Benjamin Netanyahu che su X ha commentato affermando che “Starmer premia il mostruoso terrorismo di Hamas e punisce le sue vittime. Uno Stato jihadista oggi ai confini con Israele minaccerà la Gran Bretagna domani” ribadendo il rifiuto a qualsiasi forma di riconoscimento.